Lo scrittore Pino Aprile, con una lettera inviata al presidente Conte, lancia la petizione per chiedere che la città di Napoli diventi sede della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers-Ebrd). Una scelta che “Napoliflash 24” appoggia e fa propria perché rappresenterebbe una svolta per la nostra città e sarebbe il segnale di una inversione di tendenza da parte dell’Unione europea.
Il cambiamento della sede, ora a Londra, sarebbe un’ovvia conseguenza della Brexit. E il governo italiano può sponsorizzare la scelta di Napoli anche perché altri importanti istituti dell’Unione sono situati in altri Paesi.
La tradizione storica e culturale della città di Napoli nel settore della scienza economica fa parte della storia europea. La città ha tutte le carte in regola per ottenere questo riconoscimento. Così come è del tutto condivisibile la proposta di Pino Aprile di ubicare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nello storico palazzo dell’Albergo dei poveri, un capolavoro della metà del settecento. Un luogo simbolico, che fu costruito per i poveri.
L’Europa solidale, aperta, che contrasta nazionalismi, sovranismi, la logica delle “piccole Patrie“, ha l’occasione per dare il segno di “un’anima ritrovata”, con una Identità aperta, che valorizzi le diversità e possa avere un destino comune.
Un’Unione che non sia solo attenta alla cruda razionalità dei bilanci, ma  guardi con spirito nuovo ai più deboli, al “mondo di sotto”, può ripartire proprio da Napoli.
Noi faremo la nostra parte. Con la speranza che la politica e le Istituzioni napoletane facciano squadra. Al di là delle diversità politiche.

Patrizia Sgambati