Si è svolto nei giorni scorsi a l’evento dal titolo ‘’Il ruolo delle  Regioni nel Next Generation EU’’, organizzato da Membri individuali ALDE Party e Più Campania in Europa e moderato da  Diana Severati  dell’Assemblea +Europa e coordinatrice ALDE IM Centro Italia.

Durante i lavori del convegno ha preso la parola il vice segretario di piu’ Europa Pier Camillo Falasca, il quale dopo il saluto iniziale, ha sottolineato l’importanza del tema trattato e dell’appartenenza di piu’ Europa all’ALDE, in un contesto in cui le uniche risposte possibili ai problemi posti dalla pandemia sono quelle che provengono delle istituzioni europee. Falasca si e’ soffermato inoltre piu’ in generale ‘’sull’importanza di riconoscere a Napoli e alla Campania una vocazione Europea, sulla necessita’ per Napoli e il meridione di diventare il punto di riferimento dell’Europa verso l’Africa come motore di sviluppo comune secondo le direttive dei valori democratici universalmente riconosciuti’’.

Ha poi preso la parola la segretaria della GLI Giulia Pantaleo che ha avviato, con le candidature condivise in Campania con piu’ Europa degli avvocati Anna Battaglia  e Francesco Avolio, coordinatore ALDE IM Sud Italia che si e’ soffermato sulla ”necessita’ di riportare la politica sul piano della cultura, dell’economia, del diritto e dell’etica uscendo da una ossessiva ricerca del consenso priva di una direzione , inoltre  ha posto l’accento sulle autonomie locali nella cornice europea, lanciando un progetto culturale e politico  per una Europa delle Regioni piu’ democratica e vicina alle esigenze dei cittadini europei, anche sul piano dell’utilizzo dei fondi del next generation a livello regionale”.

Il presidente del Seminario permanente di studi internazionali Massimo Fragola si e’ invece soffermato sulle contraddizioni del sistema intergovernativo ovvero di un sistema sovranazionale incentrato sugli Stati che non hanno nessun interesse a cedere sovranita’ all’Unione e questo diventa evidente quando si analizzano le dinamiche del bilancio dell’Unione: troppo piccolo e troppo stretto in logiche di controllo degli stati. Il Next generation EU e’ stato un accordo necessitato da una crisi senza precedenti, ma per la prima volta si e’ ottenuto un ampliamento del bilancio dell’Unione. Il prof. Fragola sottolinea come sara’ importante il contributo di idee e proposte che tutti i cittadini potranno portare nella Conferenza per il futuro dell’Europa che tra poco sara’ presentata dalla Commissione.

Ah poi sottolineato la centralita’ delle tematiche federaliste oggetto di specifiche mozioni congressuali e intorno alle quali lavora il gruppo “iniziativa federalista” all’interno di Piu’ Europa Francesca Mercanti, membro della direzione di piu’ Europa. Purtroppo anche nel next generation Eu prevale ancora il metodo intergovernativo e questo approccio si potra’ mutare solo con una modifica ai Trattati alla quale  gli stati resistono come possono. Perche’ le elezioni regionali sono importanti? Perche’ finalmente si puo’ e si deve parlare di Europa ai cittadini, non si deve lasciare spazio ai populisti ma si deve tornare ai temi federalisti dei padri fondatori. L’Europa e’ importante per i territori, rimettiamo i territori e le autonomie al centro del dibattito sull’Europa, partendo da Napoli che e’ una capitale europea e cosmopolita, il luogo ideale per rilanciare un dibattito sulla cultura europea

Alessandro Gallo membro di piu’ Europa Bruxelles ha affrontato il tema del next generation EU. La Commissione Europea ha presentato al parlamento comunitario il progetto per il “Recovery Fund” con cui sostenere finanziariamente i Paesi membri nella difficile fase della ripresa post emergenza Covid-19. Si chiama Next Generation EU l’intervento straordinario che avrà una dotazione di 750 miliardi di euro, raccolti per la prima volta tramite obbligazioni della Commissione Europea (veri e propri titoli di debito comune che dovranno essere rimborsati). Nella proposta della Commissione, dei 750 miliardi raccolti sul mercato finanziario ben 500 saranno distribuiti a fondo perduto, mentre i restanti 250 andranno in prestito agli Stati membri. La Commissione Europea sfrutterà il suo forte rating per emettere le obbligazioni, portando il budget temporaneamente al 2% del Pil europeo.

Secondo l’Ansa, all’Italia potrebbero arrivare 172,7 miliardi di euro (la quota più alta destinata ad un singolo Paese), di cui circa 81 come sovvenzioni e circa 90 sotto forma di prestiti. Una notizia che è stata accolta con soddisfazione dal Presidente del Consiglio e dal Governo.