Venerdì 18 ottobre, nel pomeriggio all’Hotel Royal Continental inizierà il settimo Congresso nazionale GISML sulla Malattia di di Lyme. Il Congresso del gruppo italiano per lo studio della malattia di Lyme si propone di aggiornare medici, veterinari, sanitari, sui numerosi aspetti clinici di questa grave infezione, e le recenti informazioni sulla diffusione dei Vettori sul territorio italiano.
Presenti i responsabili Scientifici Giusto Trevisan, professore Emerito
di Dermatologia della Clinica Dermatologica di Trieste ed esperto
internazionale della Malattia di Lyme, Patrizia Forgione Responsabile
del Centro di riferimento della Malattia di Hansen dell’Ospedale Santa
Maria di Loreto Nuovo, Gabriella Fabbrocini e Mario Delfino,dell’Università
Federico II, Ciro Verdoliva, direttore Asl Napoli 1, e Giuseppe Limoncelli
responsabile regionale Malattie rare.

(Da wikipedia): La malattia di Lyme (borreliosi) è una malattia di origine batterica.

Il New York Times l’ha definita “la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente nel mondo dopo l’AIDS”. Rapporti da altri paesi indicano che si sta diffondendo anche in Asia, Europa e Sud America. In Europa la malattia è comune in Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. In Italia è presente soprattutto nel Carso, in Trentino e in Liguria, in minor quantità è presente anche in altre regioni[1].

L’origine del nome della malattia si riferisce alla cittadina di Lyme, nel Connecticut, dove si verificò un’epidemia di questo male, segnalata a partire dal 1975, che si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. L’artrite cominciava con eritemi cutanei sul torace, addome, dorso e natiche, che si ingrandivano fino a raggiungere una dimensione variabile tra i 10 e i 50 cm, mal di testa e dolori articolari.

La causa della malattia di Lyme è un batterio spiraliforme, la Borrelia burgdorferi, chiamata così in onore del suo scopritore, Willy Burgdorfer. Il batterio infesta le zecche, le quali possono trasmetterlo all’uomo e agli animali. I luoghi nei quali è più facile contrarla sono le zone boscose e ricche di cervi, dal momento che queste rappresentano l’habitat ideale per le zecche.