Con l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, alla mezzanotte di oggi la Campania entra nella zona rossa. Il provvedimento riguarda anche la regione Toscana. Per Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche il governo ha invece optato per la zona arancione. In Campania scatteranno quindi una serie di restrizioni che dovrebbero aiutare a ridurre la curva dei contagi e la pressione sugli ospedali. Il provvedimento avrà una durata di 15 giorni esatti, a partire da domenica 15 novembre.

Un plauso alla decisione del governo è giunta dai parlamentari napoletani Sandro Ruotolo e Paolo Siani– “Bene ha fatto il ministro Speranza a decretare la Campania zona rossa – spiegano -. Le ulteriori restrizioni potevano essere prese dal presidente della Regione e dal sindaco di Napoli. Ma non lo hanno fatto preferendo insultarsi pubblicamente a vicenda mentre la situazione sanitaria andava fuori controllo e le tensioni sociali rischiano drammaticamente di esplodere. Ancora una volta chiediamo a tutti di abbassare i toni e di lavorare insieme nell’interesse dei cittadini. Il governo deve accompagnare questo nuovo lockdown con misure economiche immediate. Anche con un reddito di emergenza. Ci sono migliaia di famiglie che vivono grazie al sommerso, al lavoro nero. Le famiglie con figli sono quelle più a rischio di povertà e vanno sostenute adesso. Chiedere, come ha fatto De Luca,  le dimissioni del governo mentre si è in piena emergenza è irresponsabile – concludono Paolo Sinai e Sandro Ruotolo – indipendente dal posizionamento politico”-

Intanto ieri pomeriggio circa duecento manifestanti, in maggioranza venditori ambulanti dei mercati rionali, hanno protestato, pacificamente, all’esterno della sede della regione Campania, Palazzo Santa Lucia a Napoli. Il gruppo ha contestato al governo l’istituzione della zona rossa per l’intera regione decisa oggi. Diversi gli slogan contro il Governo e il presidente della regione, Vincenzo De Luca, oltre a diversi striscioni come “liberateci dal virus e dalle tasse” e “il mercato non si tocca”. In piazza del Plebiscito, sempre ieri, si è svolta una manifestazione unitaria di diversi movimenti.