Quello che è accaduto a Milano, con i continui ululati a sfondo razziale con Kalidou Koulibaly rappresentava il punto di non ritorno. La sconfitta, immeritata e ingiusta contro l’Inter, diventa il fatto meno importante rispetto all’aggressione razziale contro il giocatore  del Napoli colpevole solo di avere la pelle nera. Uno scempio che si ripete continuamente contro la nostra squadra, che spesso in molte località del Nord subisce durante la partita continui insulti senza che le autorità che governano il calcio assumano provvedimenti adeguati. 
Bene ha fatto Ancelotti a ricordare che dinanzi a queste manifestazioni di razzismo la prossima volta sarà la squadra a lasciare il campo. Perché non c’è sconfitta a tavolino che valga la difesa della dignità di ogni essere umano. Non è più possibile far finta di nulla. Per non parlare delle aggressioni subite dai tifosi del Napoli fuori dallo stadio culminate con la morte di un tifoso. Il questore di Milano, Marcello Cardona, ha così ricostruito l’incidente: “Alcuni pulmini di supporter del Napoli sono stati accerchiati in via Novara da un centinaio di ultras dell’Inter, del Varese e del Nizza che hanno cominciato a colpire con mazze e bastoni gli automezzi. Immediatamente c’è stato un fuggi fuggi dal luogo degli scontri e un ultrà di Varese di 35 anni è stato investito da un suv proveniente dalla corsia opposta. Non è ancora noto chi fosse alla guida”. 
Importa nulla la fede calcistica della vittima, la giustizia farà il suo corso e dovrà accertare le responsabilità dell’accaduto.
Ma il mondo del calcio non può limitarsi a qualche parola di condanna, voltare la testa dall’altra parte, e dichiarare che il “circo” non si può fermare. Non è così che si ripristina la legalità dentro e fuori gli stadi.
Il nostro affetto va Koulibaly per la splendida dichiarazione: “Fiero del colore della mia pelle. Orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo”.
E noi siamo orgogliosi della sua dichiarazione di amore verso Napoli. 


Per questo lanciamo un appello al mondo artistico, culturale e istituzionale di Napoli per la realizzazione di un murales di Jorit contro il razzismo con l’immagine di Koulibaly sul muro dell’ultimo Sferisferio di Fuorigrotta che ora è solo un monumento al degrado. 


La città stia vicina al suo giocatore e lo faccia contribuendo alla realizzazione di un’opera artistica contro ogni forma di razzismo e di intolleranza. 
Perché noi siamo napoletani e orgogliosi di esserlo. 

Patrizia Sgambati