L’ OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) si occupa dell’organizzazione e dello scambio e dell’analisi di dati economici e politiche monetarie ai fini dello sviluppo economico. (approfondisci).

Uno dei dati più importanti su cui si basano le analisi economiche e finanziarie a livello mondiale è la stima del PIl (approfondisci).

Le stime OCSE per il 2021 a fronte del 2020 sono:

Pil mondiale                       + 5,6%                                  -3,5% (2020)

Pil India                              + 12, 6%                              – 8% (2020)

Pil Cina                               + 7,8%                                  +2,3% (2020)

Pil USA                               + 6,5%                                  -3,5% (2020)

Pil Gran Bretagna               + 5,1%                                 -10,9% (2020)

Pil Italia                              + 4,1%                                   -8,33% (2020)

Pil Europa                          +3,9%                                   -6,71% (2020)

Il primo dato confortante è che tutti i Paesi avranno un rimbalzo del Pil, maggiore quanto più alta è stata la discesa nel 2020.

Unico caso di Pil positivo del 2020 è la Cina, che essendo stata la prima a fermarsi è stata anche la prima a ripartire.

Le stime dell’OCSE si basano su più fattori.

In primis la velocità di vaccinazione che vede in testa Usa e Gran Bretagna. Ancora troppo lenta l’Europa.

L’aumento delle persone vaccinate renderà più blande le restrizioni e stimolerà la ripresa di tutti i settori economici, in particolare del turismo che è quello che più ha sofferto per le limitazioni alla mobilità.

Al secondo posto ci sono gli stimoli fiscali e i piani di aiuto degli Stati, che vedono sul podio ancora una volta gli USA. Il piano da 1900 miliardi di dollari prevede:

  • sussidi di 300 dollari a settimana per i disoccupati fino al 6 di settembre e per una platea più ampia di persone che potranno contare anche su una esenzione delle tasse;
  • 1400 dollari di bonus per tutti quelli che guadagnano meno di 75.000 dollari l’anno che vanno a diminuire fino agli 80.000 dollari annui e scomparire sopra gli 80.000 dollari.
  • Credito fiscale per un anno di 3600 dollari per figli fino ai 6 anni e 3000 dollari per figli dai 6 fino ai 17 anni
  • 20 miliardi di dollari per la produzione e la distribuzione dei vaccini
  • 50 miliardi di dollari per il tracciamento e i test
  • 25 miliardi per il supporto a chi non riesce a chiedere prestiti e mutui
  • 350 miliardi per i governi locali
  • 120 miliardi per le scuole
  • 30 miliardi per la ristorazione
  • Sussidi e aiuti per le polizze sanitarie

Questo imponente piano stimolerà nei fatti la spesa degli americani, l’economia che ancora traina tutti i consumi mondiali. Il tasso di disoccupazione è già sceso al 6,2% ed è in miglioramento.

L’Italia nel 2021 crescerà più della Germania, grazie anche alle innovazioni previste dal Recovery Plan.

Questo clima di ripresa in alcuni Paesi Emergenti è già sulla via del surriscaldamento.

Le materie prime hanno avuto una impennata dei prezzi, a causa dell’improvviso aumento della richiesta che non riesce ad essere compensato dalla estrazione.

L’inflazione sta ricominciando a crescere, anche se controllatamente, grazie al freno opposto dall’assorbimento della produzione ancora inutilizzata.

Benchè un rialzo dei tassi sia ancora prematuro, questa tendenza si riflette sulle asset class finanziarie.

Il mercato finanziario anticipa sempre i cicli economici.

Un aumento dell’inflazione e il conseguente rialzo dei tassi, nei Paesi leader delle economie, fa aumentare i rendimenti delle obbligazioni e flette le quotazioni di alcuni tipi di aziende sensibili all’aumento del costo di indebitamento.

Ecco perché il mercato vende titoli di stato e azioni di aziende fortemente dipendenti dall’indebitamento, a favore di titoli meno sensibili al costo del danaro.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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