E’ in programma per il 6 settembre al Ministero per lo Sviluppo Economico l’incontro tra il governo, la multinazionale e le parti sociali. In questo tavolo, è prevista la presenza della Regione Campania e del Comune di Napoli, come espressamente richiesto dall’assessore Monica Bonanno, dopo l’ultimo incontro tecnico tra azienda e funzionari del Mise.

Intanto, i lavoratori in cassa integrazione continueranno per tutta l’estate, notte e giorno, il presidio nella fabbrica Whirlpool di via Argine, nonostante l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri nel “Decreto Salva Imprese” della norma che consente la decontribuzione pari a 17 milioni per i contratti di solidarietà per questo e il prossimo anno. La reazione della multinazionale, che definisce come “mero palliativo” le misure del governo, sta nella richiesta di una nuova missione per il sito.

La paura è che si concretizzi la reindustrializzazione, ritenuta dal sindacato una misura dolorosa perché comporterebbe anni di sacrifici a fronte di scarse garanzie di successo, se considerano i precedenti tentativi di riconversione apportati dall’azienda. La fabbrica di Amiens, nel nord della Francia, ne è un esempio.

In una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm, avente per oggetto il decreto governativo salva Whirlpool e alle posizioni aziendali espresse a seguito dello stesso, si legge che la multinazionale deve “rispettare gli impegni sottoscritti nel piano industriale di novembre 2018, tuttora vigente, che prevede su Napoli di rilanciare la produzione di lavatrici con investimenti e spostamenti d produzioni. Il governo ha fatto bene ad emanare un provvedimento che possa sostenere tale percorso. Fughe in avanti e forzature non sono utili a trovare soluzioni condivise e a tenere un confronto sul merito senza aumentare i livelli di tensione“.

Fermo restando che il decreto legge “Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali” sarà pubblicato il 28 agosto, la “norma salva intese” di Whirlpool non è detto che salvi anche l’indotto creatosi negli ultimi sessantacinque anni di produzione di lavatrici. Sarà, dunque, un ferragosto di fuoco anche in Irpinia e a Caserta, dove c’è un forte presenza di aziende che lavorano per l’indotto.

E c’è chi scrive di un accordo pregresso tra Whirlpool Emea e Gian Battista Ferrario, già al vertice di Pirelli e Italcementi, ora impegnato nella propria azienda, Prs. Con questa, affiancherebbe quella americana in un piano industriale per produrre containers autorefrigeranti oltre a lavatrici di alta gamma. E’ facile ipotizzare che il 6 settembre al tavolo di crisi il vicepresidente dell’area Emea scopra la carta di Prs. Evitando il reshoring dalla Polonia, ovvero il rientro di almeno una parte della produzione di lavatrici di media e bassa gamma, delocalizzata pochi anni fa.

La crisi di governo è un’altra preoccupazione che aleggiava da tempo tra gli operai napoletani. Al presidio ogni bisbiglio si è fatto rumore. La notizia dell’apertura della crisi rende più debole il ruolo delle istituzioni. Si attende il voto di fiducia al premier Giuseppe Conte, come chiesto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Se vi fosse la sfiducia parlamentare, l’esecutivo ne verrebbe ulteriormente indebolito e si cercherebbe una nuova maggioranza. A poco meno di un mese dal sei settembre, molti giochi sembrano chiari, mentre risulta sfocata l’identità politica del rappresentante istituzionale che siederà al prossimo tavolo tecnico.