Cari lettori, eccoci giunti ad una nuova puntata della nostra rubrica sulla storia del Calcio Napoli, probabilmente una delle più difficili da raccontare. Quelli che erano anni bui, nel 2003/2004 con la seconda stagione consecutiva tra i cadetti e la scellerata gestione Naldi, si trasformarono in una vera e propria “tragedia”. Ma andiamo con ordine: La nuova stagione in B riparte affidando la squadra ad Andrea Agostinelli (esonerato a novembre dopo il pari interno con la Salernitana), con una povera ma massiccia campagna acquisti, all’ombra del Vesuvio arrivarono i difensori Carrera, Portanova (sotto in foto), Tosto e Zamboni, per costruire una retroguardia operaia e combattiva, per il centrocampo e l’attacco vennero acquistati Olive, Montesanto, Bernini, Zanini, Max Vieri e Savoldi junior (qui sotto in foto).

Il risultato è disastroso, sia in avvio, quando la prima vittoria giunge alla nona giornata di campionato, sia nel prosieguo del torneo con la squadra traghettata al 13° posto da Luigi Simoni, grande signore e vecchia conoscenza del calcio a Napoli.

Simoni

A macchiare ulteriormente una delle peggiori stagioni nella storia del club, contribuirono anche i disordini scoppiati al Partenio di Avellino il 20 di settembre: La squadra azzurra ebbe la partita persa a tavolino e lo stadio chiuso per 5 turni, ma l’avvenimento più grave fu la morte di Sergio Ercolano, giovane supporter azzurro, rimasto coinvolto nel caos generato dagli scontri tra ultras e polizia.

SergioErcolano
In città a giugno si respirava un clima pesantissimo e si susseguivano le voci che parlavano di un possibile fallimento. E infatti l’estate del 2004, per tutti i tifosi azzurri, rappresentò un momento di grande sconforto, con il tribunale che dichiarò la fine di un’epoca e la squadra che per inadempienza finanziaria, non riuscì ad iscriversi al torneo di B e successivamente fu costretta a ripartire da un’umiliante C1, con una nuova denominazione, Napoli Soccer.

NapoliSoccer
Dal 2004/2005 iniziò l’era recente, l’era De Laurentiis, imprenditore cinematografico che da 11 anni è alla guida della società partenopea. Si passò dunque dal declino alla rinascita, con quasi 20mila abbonati in terza serie e il ritorno in B al primo anno, sfumato soltanto ai playoff contro l’Avellino. Quello era un Napoli con tanti napoletani, un Napoli grintoso ma anche di qualità, con giocatori di altra categoria come il Pampa Sosa, nuovo eroe del San Paolo, l’arciere Calaiò, i promettenti Abate e Gatti, i gregari Capparella, Grava, Scarlato e Giubilato. La squadra quell’anno venne affidata prima a Giampiero Ventura poi da gennaio a “zio” Edy Reja, ad oggi napoletano per adozione, dopo le sue cinque stagioni consecutive nella città partenopea.

Reja

Per oggi chiudiamo qui, e “rinviamo” l’appuntamento con il ritorno tra i cadetti alla prossima puntata. Voi continuate a seguirci e per rileggere tutte le vecchie puntate cliccate a questo link:

Leggi la storia del Calcio Napoli cliccando qui 

A proposito dell'autore

Fabio Ferraro

Giornalista pubblicista dal 2014, grande amante di calcio, sport in generale, musica e storia contemporanea, collabora con Napoliflash24 dalla sua fondazione(2013). Curatore dal 2013 delle Rubriche "Largo ai giovani" e "Mondo Ultras" su ilnapolionline.com. In passato ha collaborato con il magazine "Thetripmag.com", il blog "letteraturateatrale.it", il portale "Forumitalia" e inoltre ha ricoperto nel corso del biennio 2013/2014, il ruolo di addetto stampa dell'ASD Partenope Soccer.

Post correlati