Gentili lettori, siamo giunti alla 26esima puntata della nostra rubrica sulla storia del Calcio Napoli. Tempi bui, tristi e difficili da raccontare per chi, come me, all’epoca era un bambino che tra le lacrime, vedeva la sua squadra cadere inesorabilmente nel baratro.
Dopo 33 anni consecutivi di massima serie, gli azzurri nella stagione 1997/98, retrocessero in serie B all’ultimo posto.

97-98
La stagione come da prassi, da ormai 4/5 anni, iniziò con la svendita dei principali giocatori, tra cui il centrocampista francese Boghossian, Fabio Pecchia, Cruz, Colonnese e Milanese. La nuova squadra venne composta acquistando una serie di giocatori al tramonto e qualche futura promessa, il tutto nelle mani del “povero” Bortolo Mutti, che l’anno prima era riuscito a salvare miracolosamente il Piacenza.

Mutti

A Napoli arrivarono a vestire la tristemente nota maglia Nike, con scritta Polenghi, giocatori come Prunier, il costosissimo bidone argentino Josè Calderon, il croato Asanovic, il “boia diondo” Damir Stojak e un usuratissimo e demotivato Igor Protti.
L’unica “sorpresa” lieta di quella stagione, arriva dal Venezia, è il bomber romano classe ’75, Claudio Bellucci, autore di 10 gol in campionato(resterà a Napoli fino alla stagione 2000/2001).

BellucciClaudio
Prima di assistere al crollo definitivo, targato 11 Aprile ’98, con quel famoso 3 a 1 a Parma e le lacrime di Taglialatela, sulla panchina azzurra dopo Mutti, si sedettero Mazzone, Galeone e infine Montefusco.
L’anno dopo, nel primo anno di cadetteria, gli azzurri guidati da Renzo Ulivieri (con Mazzarri vice), incontrarono grandi difficoltà e non riuscirono, come era nei piani, a riportare il club subito in “paradiso”(la squadra infatti si classificò soltanto nona). Tra la sessione estiva e quella invernale arrivarono una ventina di giocatori, tra cui moltissime meteore del calcio come il mediano tedesco Thorsten Flick o Luigi Panarelli (ceduto poi a gennaio). Questo giusto per far capire il livello di sbandamento, disorganizzazione e scarsa disponibilità economica della dirigenza partenopea. Tra le poche operazioni utili del primo anno di B, annoveriamo l’arrivo del bomber Stefan Schwoch, che si rese super protagonista nella stagione successiva.

Shwoch

Per oggi siamo giunti alla fine, ma voi come sempre, continuate a seguirci e se volete rileggere tutte le vecchie puntate della rubrica, cliccate qui:

Leggi la storia del Calcio Napoli cliccando qui 

A proposito dell'autore

Fabio Ferraro

Giornalista pubblicista dal 2014, grande amante di calcio, sport in generale, musica e storia contemporanea, collabora con Napoliflash24 dalla sua fondazione(2013). Curatore dal 2013 delle Rubriche "Largo ai giovani" e "Mondo Ultras" su ilnapolionline.com. In passato ha collaborato con il magazine "Thetripmag.com", il blog "letteraturateatrale.it", il portale "Forumitalia" e inoltre ha ricoperto nel corso del biennio 2013/2014, il ruolo di addetto stampa dell'ASD Partenope Soccer.

Post correlati