Sabato 1 dicembre in Piazza del Plebiscito la musica popolare, l’anima del Sud si dà appuntamento a Napoli con un concerto live, gratuito diretto da Eugenio Bennato che festeggia anche i 50 anni di carriera dopo un tour primavera-estate durante il musicista napoletano  ha portato il linguaggio del Sud dal Portogallo alla Tunisia all’Opera House del Cairo. Un evento che si preannuncia “esplosivo”, grazie alla partecipazione di importanti formazioni di musica popolare che saranno dirette dallo stesso Bennato e che vedrà la partecipazione dei grandi maestri della taranta.

3 ottobre 1998, Lecce, Bennato fonda ufficialmente il movimento Taranta Power.

Il mito della taranta viene visto come un veicolo culturale della storia italiana e un espediente creativo che accomuna gente di ogni estrazione sociale. Il movimento che segna una frattura con il passato modo di intendere la musica popolare in Italia,  raccoglie i massimi esponenti della musica di taranta di tutte le regioni del Sud. A questo debutto fa seguito un tour che tocca le principali città del Nord, e poi all’estero riscuotendo consensi di critica e di pubblico.  Nascono festival e rassegne, si aprono scuole di taranta, si promuovono giovani artisti, seminari, attività non solo musicali ma anche cinematografiche e teatrali.

Eugenio Bennato, già fondatore negli anni Settanta della Compagnia di Canto Popolare, si pone l’obiettivo di diffondere la musica popolare del Sud Italia, un Sud nuovo, trasgressivo e propositivo e, attraverso un ritmo antico, magico e contemporaneo al tempo stesso, porta sui palcoscenici di tutto il mondo i maestri della tarantella integrandoli con la presenza di giovani musicisti. Questi, nel rispetto dello stile etnico dell’Italia del Sud, propongono brani arricchiti di nuove sonorità.

Musica e ballo si legano dapprima al ritmo della Taranta per poi allargarsi successivamente alle altre culture che si affacciano sul Mediterraneo, Marocco, Algeria, Spagna, Libano, Grecia, Turchia.

Eugenio Bennato è riuscito a riaccendere un vivo interesse, soprattutto nei giovani, verso questo genere musicale tradizionale sicuramente ma arricchendolo con nuove contaminazioni e trasformandolo in una musica più che meridionale, mediterranea e poi estendendola ancora oltre i suoi confini, aprendola a tutti i sud del mondo quando ormai sembrava destinata a rimanere relegata a qualche piccola manifestazione di paese, mentre adesso è capace di radunare folle oceaniche in quello che è diventato il Festival di musica popolare più seguito in Europa e non solo.

Carmine Schiavo