Gentili lettori benvenuti alla quattordicesima puntata della nostra rubrica sulla storia della Ssc Napoli. Siamo nell’estate del 1984, 5 luglio 1984, data che per i veri tifosi del Napoli e per gli appassionati di calcio di tutto il mondo vuol dire solo un nome: Diego Armando Maradona, che finalmente sbarca in Italia. Per la cifra, allora iperbolica, di 13 miliardi, la coppia Juliano-Ferlaino  prelevò l’argentino dal Barcellona e regalò al pubblico di fede azzurra il più forte giocatore di tutti i tempi. Michel Platini (qui sotto in foto) grande avversario calcistico di Diego disse: Con Maradona ogni domenica allo stadio sarà una festa, soprattutto per il pubblico del San Paolo, uno dei più caldi d’Italia. Mai profezia fu più azzeccata.

NAPOLI JUVE 1 0 : MARADONA E PLATINI

 Il primo gol di Diego in serie A, fu contro la Sampdoria su calcio di rigore, in un pareggio interno alla seconda di campionato.  In totale tra campionato e Coppa Italia la prima stagione italiana di Maradona si concluse con ben 36 presenze e 17 reti, contro l’Udinese (4-3 alla 14esima) segnò anche la sua prima doppietta napoletana. Intanto Juliano, prima di abbandonare la società partenopea per dissidi con il presidente, acquistò anche Salvatore Bagni (qui sotto in foto) ex Inter, roccioso centrocampista che diventerà grande amico di Diego e si rivelerà fondamentale nelle trame di gioco azzurre.

salvatore bagni maglia napoli 1987 olycom/carbone e nicois
La squadra, quell’anno allenata dall’ex Inter e Avellino Rino Marchesi, chiuse il campionato mestamente all’ottavo posto con 33 punti. Ma nessuno osò mugugnare, era troppo l’entusiasmo attorno all’undici azzurro e forte il sentore di essere vicini al traguardo tanto sperato. Con il pibe de oro in campo, finalmente i tifosi napoletani potevano sognare in grande!
Gli abbonati erano tantissimi e fin dal giorno della presentazione di Diego (qui sotto in foto), il San Paolo era sempre stracolmo, la società così riuscì ad appianare il bilancio e a risolvere una serie di situazioni rischiose, come il mancato pagamento dell’affitto dell’impianto di Fuorigrotta (questione stadio aperta già all’epoca).

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Maradona, che rint e ven’ e o cor’, er tal e qual a nuje, ci regalò gioie immense e successi gloriosi che inizieremo a raccontare dalle prossime puntate.
Per oggi chiudiamo qui! Ma voi continuate a seguirci e se volete, consultate tutte le vecchie puntate della rubrica, nella categoria TOURISME AND CULTURE>LA NOSTRA STORIA>LA STORIA DEL CALCIO NAPOLI.

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