Con una nota diffusa nelle scorse ore Whirlpool EMEA ha comunica di essere pronta a ritirare la procedura di trasferimento del ramo d’azienda, a non procedere con il licenziamento collettivo dei dipendenti di Napoli e a continuare la produzione delle lavatrici. Ma non è bastato a fermare il fiume umano di operai, sindacalisti, associazioni, 35 sindaci e gente comune che questa mattina hanno manifestato da piazza Mazzini a piazza del Gesù con il comizio conclusivo del segretario generale aggiunto Cisl, Luigi Sbarra. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta «Whirlpool area metropolitana», una croce in legno che raffigurava un operaio in fabbrica, portata in spalla dai lavoratori, ma anche i gonfaloni dei comuni dell’hinterland e a seguire una iva crucis di 5 mila persone. In mezzo a loro anche il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris che ha dichiarato «I lavoratori stanno facendo una grande lotta e non ci fermeremo perché è una lotta giusta – ha affermato – Ci fermeremo quando avremo vinto». Fumogeni colorati, slogan, striscioni hanno invaso la città per chiedere il ritiro della cessione e il salvataggio dei 420 posti di lavoro a rischio nel sito produttivo di Napoli est.

Soddisfazione dei sindacati per la decisione dell’azienda è stata intanto espressa da Rocco Palombella della Uilm. “Finalmente Whirlpool ha accettato la richiesta sindacale di ritirare la procedura di vendita e di non aprire alcuna altra procedura di cessazione o di licenziamenti– ha commentato la notizia Palombella  –‘. È solo un armistizio, ma costituisce una prima vittoria dei lavoratori’.

“Le attuali tensioni siano controproducenti nella ricerca di una soluzione condivisa, a fronte di una situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine convinta che – fanno sapere da Whirlpool – con maggior tempo a disposizione, si possa ristabilire un dialogo costruttivo e raggiungere una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile nel lungo termine allo stabilimento di Napoli e ai suoi 400 dipendenti”.