Il sindaco di Napoli ha usato Fb questa mattina per lanciare un messaggio in occasione della Festa dei Lavoratori, rivolgendosi soprattutto al governo. “La pandemia sanitaria da coronavirus è già epidemia sociale ed economica – ha scritto – . Si rischia di contare un numero impressionante di persone che perderanno il lavoro o non lo troveranno. Una catastrofe. Stiamo alla situazione economica più difficile dal dopoguerra. Lo Stato deve fare prestissimo ad immettere liquidità forte nelle tasche degli italiani e nei conti correnti delle imprese. Non lasciamo alle mafie la mano del sostegno alla sopravvivenza, sarebbe il preludio alla fine della libertà“.

Un appello preoccupante nella ricorrenza del 1 maggio, ma anche un invito a ricostruire tutti insieme il paese lavorando sodo.  “Solo con un rinnovato patto forte del popolo italiano fondato sul lavoro – spiega de Magistris – possiamo davvero ricostruire il Paese. Si creeranno anche molte opportunità, come nelle grandi crisi storiche, sarà necessario avere visione politica e capacità operativa“.

Nella giornata dedicata ai lavoratori, il sindaco di Napoli ha citato anche la costituzione italiana. “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro – ha detto attraverso i social -. Recita così l’art. 1 della Costituzione, nata dalla resistenza e liberazione dal nazifascismo. Ogni anno, seppur in un clima di festa, con cortei e piazze piene, si è protestato perché quel primo articolo non ha avuto piena attuazione. Disoccupazione cronica, giovani inoccupati, persone che perdono il lavoro nel pieno della vita, precarietà insopportabile, morti senza fine sui luoghi di lavoro, mortificazione della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, retribuzione non di rado mortificante, lavoro nero, sfruttamento soprattutto di minori, giovanissimi e immigrati. Quest’anno il quadro è ancora più drammatico“.

Concretezza, coraggio, etica” sono, ha aggiunto  De Magistris, gli ingredienti con i quali “potremmo ricostruire socialmente ed economicamente l’Italia con più giustizia ed uguaglianza. Tocca alle donne e agli uomini di buona volontà che operano per il bene comune. Per fare questo dobbiamo mettere al primo posto il lavoro, per tutte e tutti. Mai come di questi tempi, salute e lavoro. Solo così possiamo pensare ad un primo maggio di lotta e di conquiste“.

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Barbara Caputo

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