La nuova tecnica verrà presentata domani mattina a Napoli, in occasione di uno degli incontri di approfondimento e confronto tra le equipe di esperti presenti al Cardarelli, tra questi il direttore generale del Niguarda e il professor Camillo Ricordi. Nel corso dell’incontro verranno illustrati tutti i dettagli di questo importante risultato.

Il trapianto delle cosiddette “Isole Pancreatiche”, è un intervento utile nel trattamento del paziente affetto da diabete di tipo 1, una patologia su base autoimmune, che colpisce in giovane età. “È il primo risultato concreto – ha spiegato nei giorni scorsi l’ex dg Ciro Verdoliva – di una cooperazione ideata e realizzata con l’intento specifico di ampliare e migliorare l’assistenza, mutuando le nostre reciproche esperienze. Niente proclami o progetti di vetrina, con il Niguarda abbiamo avviato un lavoro che si fonda sulla concretezza”.

Il progetto, risultato del protocollo d’intesa tra l’ospedale partenopeo e il Niguarda di Milano, rappresenta un’innovativa tecnica di intervento chirurgico che arricchisce l’offerta sanitaria della Regione Campania. Napoli si aggiunge così agli altri cinque centri in Italia in grado di realizzare questo tipo di cura.

I centri che in Italia già effettuano questo tipo di trapianto sono: Milano Niguarda, Milano San Raffaele, Pisa, Perugia, Palermo Ismet, e da oggi anche il Cardarelli di Napoli. La chirurgia prevede il coinvolgimento di equipe multidisciplinari: specialisti della diabetologia e della nefrologia per la gestione del paziente, lo staff dei trapianti e gli anestesisti per il prelievo dal donatore, la terapia tissutale per la preparazione delle cellule e gli psicologi per valutare se il paziente sia pronto ad intraprendere questo iter di cura.