Ci eravamo lasciati all’estate 2015, quella dell’addio di Benitez direzione Madrid e della mancata qualificazione beffarda in Champions League. A Napoli vi era un’aria di demoralizzazione generale, i tifosi erano convinti ci fosse una smobilitazione di massa dei migliori calciatori, soprattutto dopo l’approdo di tale Maurizio Sarri alla guida tecnica!

Si passava da un allenatore di fama internazionale ad uno che aveva appena masticato la massima serie con l’Empoli: come avrebbe fatto il tecnico toscano ma nativo di Bagnoli a convincere della bontà del progetto gente del calibro di Higuain, Callejon, Albiol? In realtà rimangono tutti ed a Napoli arrivano Valdifiori ed Hysaj dall’Empoli ed Allan dall’Udinese. La partenza non è delle migliori: si perde in casa del Sassuolo alla prima e poi arrivano due pareggi per 2-2 con Sampdoria al San Paolo ed Empoli in trasferta. Già si parla di fallimento e si fanno i primi nomi per sostituire il tecnico: inizia intanto il girone di Europa League ed avviene la svolta, si abbandona il 4-3-1-2 tanto caro a Sarri e spazio al 4-3-3 con fiducia in mezzo al campo ad un Jorginho che con Benitez aveva avuto mille difficoltà.

Il Napoli annienta il Bruges 5-0 e con lo stesso risultato demolisce la Lazio in campionato tre giorni dopo. La squadra sembra cambiata, autoritaria, pienamente in fiducia: dopo uno 0-0 nell’infrasettimanale sul campo del Carpi, il Napoli batte la Juventus al San Paolo e maramaldeggia con un rotondo 4-0 a San Siro contro il Milan! Il Napoli non si ferma più ed alla 14esima giornata opera il sorpasso in vetta alla classifica ai danni dell’Inter (battuta 2-1 a Fuorigrotta); peccato che nel turno successivo gli azzurri perdano la vetta per una sciagurata sconfitta a Bologna (3-2). Intanto si conclude il girone europeo ed il Napoli fissa il record: punteggio pieno e 22 reti segnate! Si avvicina la fine del girone d’andata e proprio all’ultima giornata il Sassuolo fa lo scherzetto a San Siro contro l’Inter ed il Napoli vincendo in goleada a Frosinone (1-5) è campione d’inverno (non accadeva dalla stagione del secondo scudetto!). I partenopei non si fermano più ma lo stesso fa la Juventus che insegue e non conosce ostacoli: il 13 febbraio c’è lo scontro diretto allo Stadium e fino a due minuti dalla fine è 0-0 poi Zaza con un tiro non irresistibile beffa Reina per il sorpasso bianconero.

Sarà quello decisivo, gli azzurri successivamente pareggiano con Milan e Fiorentina, la Vecchia Signora scappa. Il Napoli finisce secondo ed entra in Champions League dalla porta principale: in Europa League intanto aveva abbandonato prematuramente per mano del Villareal ai sedicesimi ed in Coppa Italia era stata eliminata per mano dell’Inter di Mancini al San Paolo. La stagione si conclude con il 4-0 al Frosinone e la tripletta di Higuain che raggiunge quota 36 reti in campionato fissando il nuovo record di realizzazioni in Serie A (battuto Nordhal). Si attendeva un palese ridimensionamento, si era rivelata una stagione senza trofei ma esaltante…

Marco Silva

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