Tutti a Scuola Onlus, un’associazione che in un paese normale non dovrebbe esistere!

Quattordici anni fa Toni Nocchetti, napoletano, medico specialista in odontostomatologia, padre di due figlie, diventa presidente del consiglio d’istituto della scuola elementare della primogenita Chiara e decide d’incontrare i genitori dei bambini con disabilità, iscritti nello stesso circolo didattico di Chiara. Le due bimbe di Toni sono “normali” grazie a Dio ma, quell’assemblea gli fece scoprire l’abisso nel quale le famiglie dei bambini disabili si trovano spesso nella gestione del tempo scuola. L’assemblea si trasforma ben presto in un “coordinamento genitori e studenti “ e poi in associazione ONLUS. Oggi le dieci famiglie sono diventate centinaia (650) e l’Associazione, lentamente e con tanta fatica, si dedica a tutti gli ambiti della vita di un disabile.  “Il tempo libero per un disabile non esiste, esiste un tempo da vivere e possibilmente da vivere con leggerezza e ricco di contenuti”, scrive Toni nel sito di “Tutti a scuola” (www.tuttiascuola.org). I bambini disabili, anche in un quartiere borghese come quello di Posillipo, spesso non erano invitati alle feste dei loro compagni. E allora? Nasce “Giochi senza barriere-diritti alla festa”, un palco con quattro assi di legno piazzato timidamente all’interno della villa Comunale, meno di dieci volontari e pochi bambini.

Tredici anni dopo “Giochi senza barriere” è la festa delle feste.

Interamente dedicata ai disabili, coinvolge circa 15.000 visitatori, migliaia di disabili di tutte le età, è sostenuta dalla Fondazione del Banco di Napoli per l’infanzia e ha ricevuto il patrocinio del Presidente del senato e del segretariato sociale della Rai, che ne ha riconosciuto il valore sociale universale.

…e ancora: atletica leggera; nuoto; musica, con l’orchestra “ Bandita sbandata”, composta di disabili e normodotati, che si esibisce in diverse città italiane; equitazione, con un progetto sperimentale nato per misurare la relazione tra ponies e disabili; mini crociere estive in barca; teatro, con la compagnia teatrale “a terra d’’o cielo”, formata da attori dilettanti e giovani e adulti disabili. Le attività si susseguono da anni: il “Centro ascolto” fornisce informazioni, consigli e sostegno concreto a migliaia di famiglie; il “Centro studi” offre con cadenza annuale cifre, considerazioni e proposte alla politica e all’informazione di settore italiana.

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Ma il risultato più importante “Tutti a scuola” l’ha ottenuto nel 2010, con la sentenza della Corte Costituzionale n. 80. Dopo una lunga battaglia legale, i giudici della suprema corte hanno riconosciuto come il diritto costituzionale all’istruzione e alla salute dell’alunno disabile non possa essere compresso da esigenze economiche. La sentenza offre a 17.000 famiglie in tutta Italia la possibilità, ricorrendo ai Tar locali, di ottenere un supporto di ore di sostegno rispondente alle esigenze dei bambini disabili.

“Tutti a scuola” non si è fermata, non si fermerà: scende in piazza a Napoli, a Roma e in altre città italiane per manifestare contro i tagli regionali e nazionali alla sanità e alla pubblica istruzione, che hanno ridotto significativamente i fondi destinati alle fasce più deboli della popolazione. Sale, invece, l’attenzione e il consenso dei media: il Fattoquotidiano affida a Toni la gestione di un blog sulla disabilità; il giornalista Fabio Masi, di Rai Blob, realizza un docu-film dal titolo “Vietato ai disabili”, proiettato in anteprima al festival del cinema di Venezia e, proprio in questi giorni, durante la rassegna “Guardami oltre…!“, che si sta svolgendo nell’ambito delle iniziative del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

“Tutti a scuola” ha ancora tanti sogni nel cassetto: non ha una sede né personale dipendente, il bilancio associativo (entrate provenienti dalla quota associativa di 50 euro all’anno a famiglia, 5 per mille e donazioni) è integralmente utilizzato per sostenere le attività; il progetto di un’ “Anagrafe della disabilità” si è arenato per limiti normativi, e quello “Dopo di noi”, che prevede la realizzazione di una struttura di accoglienza in risposta alle preoccupazioni di centinaia di genitori che vedono il tempo passare, non è stato ancora realizzato…

Ci chiediamo se Napoli, con i suoi problemi di sotto-istruzione, di emarginazione, di degrado sociale, possa permettersi il lusso di trascurare queste problematiche e queste persone che tanto desiderano una vita “normale”!

E allora, una volta per tutte: Tutti a scuola!

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Lucia Fusco