Napoli – Un progetto ambizioso e unico al mondo, quello di portare una sonda tutta “made in Napoli” su Marte nel 2024 è in corso nell’ambito della ricerca effettuata dal consorzio Ali. È un’idea completamente innovativa che prevede un sistema di “soft landing”, che eviterà l’uso di sistemi di retrorazzi, semplificando e rendendo più affidabile l’atterraggio sul pianeta rosso.

Tutto ruota attorno al dispositivo IRENE (Italian RE-entry NacellE), una sorta di ombrello fatto con particolari materiali che si aprirà prima della fase di atterraggio. Il sistema già usato in passato, ma con materiali più rigidi, è stato brevettato dal Consorzio Ali, e aiuterà la sonda a «rallentare» prima di raggiungere il suolo marziano. Le ricerche sono state finanziate all’Esa (Agenzia spaziale europea).  Al programma SMS (Small Mars Satellite) sta lavorando il Consorzio Ali, un gruppo formato da 18 aziende tutte napoletane, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte.

Gli Emirati Arabi sono interessati al progetto e stanno pensando alla loro prima missione spaziale “Hope Mars Probe”, nel 2020, con la sonda che arriverà l’anno successivo dopo un viaggio di circa sette mesi. La NASA anche ha dimostrato interesse all’esito del progetto.

“L’affacciarsi del mondo arabo allo spazio interplanetario con la missione Hope su Marte rappresenta un’ulteriore opportunità per promuovere tecnologie come Irene, interamente studiata ed elaborata da società spaziali e da giovani ingegneri Napoletani… ”.  Ha  commentato Giovanni Squame, presidente di Ali.