STORIA DELLA CAMORRA

CAP.. IV ) LA STRUTTURA DELLA CAMORRA

Negli ultimi anni, “con la mediazione di Roberto Saviano , dice Gigi Fiore in un intervista pubblicata sul sito “CafèBabel.it”, l’Europa e il mondo si sono ritrovati a parlare di CAMORRA. spesso confondendola con la MAFIA e la ‘NDRANGHETA”
Prima di affrontare l’ultima parte dell’analisi sulla Camorra, si ritiene utile un breve chiarimento sulla sua struttura e sulle differenze tra questa e le altre organizzazioni criminose.

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Nel secondo dopoguerra, la Camorra, come si legge nel sito “Le stronzate di Pulcinella”, incominciò ad assumere le caratteristiche attuali, abbandonando la struttura verticistica dei secoli precedenti.
Si svilupparono il contrabbando di sigarette, il controllo della prostituzione e i traffici di varie merci ( compreso elettrodomestici e vestiario).
Contemporaneamente si rafforzò il potere della “camorra dei campi” , definita dagli storici
la “camorra rurale degli anni ’50 “ che aveva come principali attività il controllo dei mercati orto-frutticoli , della macellazione delle carni e dei mercati del pesce.
Nel giro di pochi anni il controllo dei Mercati di Frutta e Verdura, dei Macelli e dei Centri ittici diede origine alle prime divisioni all’interno della camorra rurale , che diventarono le caratteristiche della seconda metà del Novecento.
Si delinearono quindi varie organizzazioni che controllavano i diversi settori:
– La Camorra delle zone settentrionale e orientale di Napoli , che si occupava di orto-frutta.
– La Camorra urbana che si occupava di contrabbando, di distribuzione delle carni e di attività commerciali.
– la Camorra del litorale che si occupava di mercati ittici.
Dopo la morte di Lucky Luciano ( di cui parleremo nel prossimo capitolo), nel 1962, si verificò una prima divisione tra la camorra dei “guappi” e quella dei “correntisti” ( gli imbroglioni che ordivano truffe ai danni dei militari americani ) da un lato e la cosidetta camorra delle “sigle”, che prenderà poi forma negli anni ’70 .
Negli anni ’70, emerse il personaggio di Raffaele Cutolo che, dal carcere di Poggioreale , cercò di organizzare la Camorra gerarchicamente, in senso mafioso, sfruttando il nuovo “business della droga “.

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Nacque così l’ N.C.D. ( la Nuova Camorra Organizzata ) che entrò in conflitto con le vecchie famiglie che, a loro volta, istituirono l’organizzazione N.F. ( Nuova Famiglia ).
Le due organizzazioni diedero origine a una “guerra di camorra” che terminò con la scomparsa della N.F. e , nel 1992, scomparve anche la N.C.D..
La Camorra si trasformò in una organizzazione di tipo ORIZZONTALE, costituita da varie bande
territoriali .
Nel 1994 nacque l’ “Operazione Partenope” che, dopo fasi alterne, cessò la sua attività nel 1998 e si sviluppò a Napoli il nuovo fenomeno della MICROCRIMINALITÀ .

La Camorra, considerata attualmente una delle maggiori piaghe dell’Italia meridionale, si andò poi diffondendo anche al Nord Italia e all’estero.
I nuovi gruppi camorristici si infiltrarono nei vari settori dell’economia e negli apparati pubblici.
Presero il controllo di “emigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio di denaro sporco, usura e traffico di droga”.
Alle attività sopra elencate va poi aggiunto lo “smaltimento illegale di rifiuti, causa del progressivo degrado ambientale ( soprattutto delle zone di Napoli e Caserta )
Tipica della Camorra è anche l’industria dei “falsi” e la pubblicazione abusiva di cassette, CD, VHS, DVD.
Oggi, come si legge nel sito “la Storia siamo noi”, la Camorra è organizzata in una “struttura pulviscolare” , formata da gruppi di famiglie che si uniscono e si dividono secondo le circostanze e ogni tentativo di riorganizzarla in una “struttura gerarchica verticale”, sul modello di “Cosa Nostra” fallì per l’insofferenza dei capi delle varie famiglie a prendere ordini dall’alto..
È’ improprio, quindi, parlare di Camorra come ” fenomeno unitario e organico”, data la sua natura frammentaria e caotica”.
L’associazione camorristica, attiva soprattutto in Campania, ma ormai estesa a molte città del Nord e all’ estero, conta numerose organizzazioni con migliaia di affiliati.
Non esistono vertici regionali o provinciali, e nemmeno “amici eccellenti “, che richiederebbero ” coordinamento e compattezza organizzativa “.

La Camorra si differenzia da “Cosa Nostra” e ” ‘nDrangheta”, per il modo in cui esercita il “controllo sul territorio”.
– COSA NOSTRA impone il proprio controllo grazie alla “intimidazione”, che deriva dalla sua “struttura unitaria”
– La ‘NDRANGHETA esercita il suo controllo del territorio grazie allo stretto rapporto tra gli affiliati e i cittadini .
– La SACRA CORONA UNITA , nata in Puglia come emanazione della N.C.O., è .costituita da esponenti locali, che operano soprattutto nel foggiano, che assunse caratteristiche proprie dopo la sconfitta del Clan Cutolo in Campania.
– La CAMORRA , che non possiede vertici e ha un rapporto numerico con i cittadini più basso rispetto alla Mafia, sviluppa il proprio controllo sul territorio , intervenendo nella economia delle famiglie appartenenti agli strati sociali più poveri.
Singolare è poI la funzione della Camorra nel traffico della DROGA. .j
Mentre Cosa Nostra e la ‘nDrangheta si occupano delle importazioni medio-grandi e non dello spaccio minuto, lasciato alla malavita di quartiere, la Camorra delega ad altri la “grande importazione” e si occupa direttamente della ” piccola distribuzione”.
Così riesce a controllare capillarmente il territorio e la vita quotidiana delle persone che vi abitano.

Nel CAPITOLO V verrà fatta un breve analisi storica sullo sviluppo dei poteri della Camorra negli ultimi 60 anni .

Fernanda Zuppini

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