STORIA DELLA CAMORRA

CAP. II ) PRESUNTE ORIGINI DELLA CAMORRA

Uno tra i primi storiografi a dedicare un testo alla CAMORRA fu, nel 1862 , Marc Monnier, scrittore italo-Svizzero,allora rettore dell’Universita di Ginevra.
Nella sua analisi del fenomeno camorristico, Monnier fa risalire le origini al XIII secolo, quando
la Repubblica Marinara di PISA esercitava il suo dominio su vari porti del Mediterraneo Occidentale, attraverso le famiglie mercantili che, in assenza di un forte potere centrale, avevano assunto il controllo dei traffici commerciali.
Uno dei principali era il porto di CAGLIARI, dove Pisa si servi di bande armate formate da mercenari sardi, per controllare gli abitanti e mantenere l’ordine pubblico.
Questa organizzazione malavitosa sarebbe quindi di origine sardo-pisana e dal termine “Gamurra”, citato in un documento medievale pisano, deriverebbe la parola “Camorra”.
Dai quartieri portuali di Cagliari, questo “Sistema” passò poi nelle mani dei governatori Aragonesi.
Quando nel XVI secolo gli spagnoli si impossessarono del REGNO DI NAPOLI, molti di questi gruppi di malavitosi mercenari si trasferirono in Campania e si stabilirono soprattuto nelle città, nei quartieri più popolari , dove esercitavano ogni sorta di vessazioni sugli stati più poveri della cittadinanza.

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In assenza di un valido stato centrale, questi gruppi, fondendosi con elementi della criminalità locale, si andarono rafforzando fino a diventare, nel XIX secolo, delle potenti organizzazioni, con una fisionomia ben definita, che si costituirono ufficialmente nel 1820.
Anche l’ipotesi storica, riportata nel sito “Le stronzate di Pulcinella”, sostiene che “la Camorra nacque e si sviluppò nel Medioevo, nei quartieri bassi del porto di Cagliari , intorno al XIII secolo e serviva ai Pisani per controllare gli isolani.
Con la sconfitta di Pisa nella battaglia della Meloria, ad opera dei genovesi e la conseguente decadenza della repubblica marinara, questo potere di controllo passò agli Aragonesi che se ne servirono per mettere in piedi una organizzazione malavitosa sardo-ispanica che , nel XVI secolo, si spostò in Campania e divenne uno strumento di repressione durante la dominazione spagnola.
Gigi Fiore, giornalista del quotidiano “Il Mattino” e storico della Camorra, pubblicò nel 2005 “La camorra e le sue storie “, ed.UTET, partendo dalle origini spagnole , con una citazione di Cervantes , il quale aveva descritto una associazione di malfattori di Sevilla, che aveva regole simili a quelle della Camorra nel sec XIX in Campania.
Secondo Fiore, la Camorra, introdotta dagli spagnoli nel Regno delle Due Sicilie, all’inizio si occupava principalmente della riscossione del “pizzo”da parte dei numerosi biscazzieri che affollavano i quartieri popolari di Napoli e delle altre città campane ma, in seguito, prese un po’ alla volta potere anche a livello politico.
Fiore fa iniziare la CAMORRA STORICA dagli anni quaranta dell’ OTTOCENTO, quando già esisteva un’organizzazione , anche se la ” struttura ” era ancora di tipo “piramidale centralizzata”.

Il CAPITOLO III sarà dedicato alla Storia della Camorra dall’Unita d’Italia al secondo dopoguerra.

Fernanda Zuppini

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