Silvia Ruotolo è un cuore che batte vivo dopo 21 anni di lacrime, è un vuoto che sin dal primo momento di atroce dolore, i familiari e la comunità tutta, scelgono di colmare riempiendolo di iniziative volte a sensibilizzare le coscienze.

Nulla mai riporterà Silvia ai suoi affetti, tanto meno potrà fermare definitivamente omicidi di questo stampo ma, il lavoro incessante sulle coscienze matura sempre più i suoi frutti, cambiando definitivamente la reazione della comunità rispetto a fatti che non più lontano di un ventennio fa, erano considerati con una maggiore dose di distacco.

40 proiettili, una giovane madre in una pozza di sangue, un bimbo di 5 anni per mano e una ragazza di 10 su un balcone, che lancia nel silenzio del “dopo”, un urlo straziante. In quel preciso istante la vita di Silvia ci lascia, moltiplicandosi in moltissime altre. Napoli e l’Italia intera si “indignano “!

Era l’11 giugno del 1997, a Napoli, mentre rientrava nella sua casa di Salita Arenella, fu assassinata “Silvia Ruotolo”, vittima innocente della camorra. L’obiettivo era il clan Caiazzo-Cimmino, avversario del clan Alfano: un affiliato del clan venne ucciso, un altro ferito, un giovane studente universitario, R.Valle, ferito ad una spalla, Silvia morì sul colpo. Una pallottola vagante” la colpì sotto lo zigomo sinistro.

La giustizia arrivò nel 2001 quando la Corte d’Assise di Napoli condannò i responsabili della strage ossia Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno e Rosario Privato all’ergastolo.

L’11 luglio 2007, la dodicesima sezione del Tribunale Civile di Napoli decretò un “significativo risarcimento” per i familiari di Silvia Ruotolo, che nelle volontà del comitato Silvia Ruotolo e dell’associazioni Libera, servirà per finanziare la costituzione di una fondazione intitolata a Silvia Ruotolo, dedicata ai ragazzi a rischio.

Il Comitato Silvia Ruotolo, presieduto da Lorenzo Clemente, marito di Silvia, è estremamente attivo nell’impegno per la legalità e contro la Camorra.

 

Il 25 settembre 2012, il consiglio comunale di Napoli approvò, votando all’unanimità, la proposta di intitolare la strada Salita Arenella a Silvia Ruotolo.

Nel 2013 il sindaco di Napoli Luigi de Magistris nomina Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, assessore comunale alle Politiche Giovanili, Innovazione e Creatività. Alessandra e Francesco Clemente, guidati dai principi d’amore del padre, Lorenzo, hanno lavorato tanto in questi anni, riuscendo a trasformare l’odio che nei primi momenti voleva impossessarsi dei loro cuori in energia d’amore. Mai da soli, come loro stessi testimoniano, sono riusciti a seguire moltissime iniziative. Decisivo L’incontro con Libera e don Ciotti che ha guidato l’impegno della famiglia affinché tragedie simili non debbano più accadere.

A Piazza Medaglie D’Oro a Napoli, su una lapide nei giardinetti c’è una targa intitolata a Silvia Ruotolo, dove ogni 11 giugno i familiari e la società civile si riuniscono e depongono fiori per commemorare Silvia.

Questa mattina alle 11.00 erano tutti lì, una grande famiglia: amici, rappresentanti delle istituzioni tra cui il sindaco Luigi de Magistris, il magistrato Franco Roberti, il questore Antonio De Iesu. Alessandra e Francesco Clemente sul palco con don Luigi Ciotti, ispiratore e fondatore dell’associazione LIBERA, i ragazzi delle scuole con spettacoli musicali e di danza e tantissima gente comune che ancora le vuole bene. Ogni anno sempre più numerosi , tutti mossi dal desiderio di dare un senso a un “fatto” che 21 anni fa, in una calda giornata di inizio estate innescò una “reazione a catena”. Silvia Ruotolo non sarà mai dimenticata, perché Silvia rappresenta l’inizio di una strada, che coscienza dopo coscienza, sempre più si avvicinerà alla meta.

Lucia Montanaro