Questa è la Nebulosa Cuore anche conosciuta come (IC 1805) è una nebulosa a emissione situata ad una distanza approssimativa di 7.500 anni luce dalla Terra, nella costellazione di Cassiopea. Il 14 febbraio 2018, giorno di San Valentino, l’osservatorio di Capodimonte ha così mandato gli auguri della festa, ricordandoci la bellezza più grande, quella data più per scontata, spesso dimenticata: quella della natura.
All’Osservatorio si è anche tenuto nella stessa serata un evento particolare realizzato in collaborazione con l‘Unione Astrofili Napoletani, durante il quale, tra le altre cose, si è potuto osservare il firmamento in tutto il suo splendore.

Ma l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte non è nuovo a questo tipo di iniziative, infatti è impegnato da anni in progetti ed attività che diffondono la conoscenza e la passione per le scienze astrofisiche. L’osservatorio è la sezione napoletana dell‘Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF, il principale ente italiano per la ricerca astronomica e astrofisica da terra e dallo spazio. L’Osservatorio di Napoli è impegnato nella ricerca della moderna astrofisica in collaborazione con università e altre istituzioni nazionali ed internazionali. A Capodimonte si studiano il Sole e il Sistema Solare con  osservazioni realizzate ai grandi telescopi dislocati nel deserto di Atacama in Cile, si indaga la vita delle stelle, dalla loro formazione fino alla loro morte caratterizzata dalle grandi esplosioni di supernovae e di lampi gamma. Attraverso i satelliti si studiano le proprietà fisiche di oggetti estremi come le stelle di neutroni e i buchi neri, mentre con le ricerche sull’evoluzione e sulla dinamica delle galassie si comprendono le proprietà della materia oscura. Si progettano, inoltre, strumenti di nuova generazione per i grandi telescopi del futuro.


L’Osservatorio di Napoli, la più antica istituzione scientifica partenopea, fu istituito da Giuseppe Bonaparte con un decreto del 29 gennaio 1807 presso l’antico monastero di san Gaudioso a Caponapoli. Con l’arrivo sul trono di Napoli di Gioacchino Murat, l’astronomo Federigo Zuccari ottenne dal re francese l’ordine che si costruisse un nuovo edificio dalle forme monumentali. Murat approvò l’impresa l’8 marzo del 1812 e il 4 novembre fu posta la prima pietra del nuovo osservatorio. Per la edificazione dell’osservatorio astronomico si scelse un’altura presso la reggia di Capodimonte a Napoli. I lavori terminarono nel 1819, quando sul trono di Napoli era ritornato Ferdinando I di Borbone. La sera del 19 dicembre 1819 l’astronomo Carlo Brioschi compì la prima osservazione dal nuovo osservatorio osservando la stella α, coincidenza delle coincidenze, situata proprio nella costellazione di Cassiopea, quella della nebulosa a forma di cuore. E così ritorniamo a San Valentino, la festa dell’amore, l’Osservatorio ci ha delicatamente ricordato, che anche l’amore per la scienza e la conoscenza devono essere ricordati in questa giornata, ed è quest’amore che ci fa scoprire lo spazio e ci ha permesso di vedere l’incredibile spettacolo della nebulosa IC 1805, facendoci ricalcolare il nostro posto in questo magnifico universo.

simona caruso

A proposito dell'autore

Simona Caruso

Post correlati