E record fu: lo scorso anno gli azzurri arrivarono a quota 87, con la vittoria di Marassi il Napoli fa 88 e manca ancora l’ultima gara, quella interna con il Crotone domenica. È un monologo partenopeo quello sul campo ligure ma gli attaccanti azzurri non hanno la lucidità per il tocco decisivo: bisogna aspettare il minuto 72 quando il polacco Milik, al suo primo pallone giocato, fulmina Belec con un sinistro forte e preciso. Poi è Albiol con un colpo di testa su angolo di Mario Rui a raddoppiare e spegnere definitivamente le velleità della squadra di Giampaolo. E zittire il vergognoso, ignobile e ridicolo pubblico doriano. Lo Scudetto stasera è ufficialmente della Juventus ma si ha la sensazione che sia stato scippato a questo gruppo meraviglioso.

REINA 6: l’insidia più grande è sicuramente la pioggia che cade copiosa sul Ferraris. Poi solita sicurezza ed eleganza con i piedi ed un tiro facile, centrale, dalla distanza.

HYSAY 6,5: disinvolto e spavaldo l’albanese, impeccabile nelle chiusure e puntuale nel dar man forte a Callejon ed Allan. Arriva quasi mai al cross.

ALBIOL 7,5: partita senza sbavature, si era messo in testa di fare gol e vi riesce con uno stacco imperioso per il 2-0 azzurro. Nella prima frazione invece era stato Belec a strozzargli l’urlo in gola.

KOULIBALY 7,5: a Genova per un po’ se lo sogneranno il gigante senegalese. Non sbaglia un intervento anzi ne compie qualcuno unendo forza fisica ed eleganza da lasciare a bocca aperta. Ha la voglia matta anche di strafare e si rende protagonista di un paio di galoppate da applausi. Monumentale.

MARIO RUI 6,5: a suo agio nel ripetuto, prolungato e veloce possesso palla dei suoi. Qualche scambio da sottolineare con gli avanti partenopei ed il cross per lo stacco vincente di Albiol.

ALLAN 7: non smette di correre e lottare neanche a fine campionato questo grande guerriero che domina la scena in mezzo al campo. Recupera e propone come da copione e prima di uscire, è lui a servire la palla del vantaggio a Milik. Al suo posto un volitivo ed in palla ROG S.V.

JORGINHO 6,5: è meno appariscente di altri ma l’equilibrio o gran parte di esso è merito di questo brasiliano dal grande senso tattico, dal piede delicato e dai polmoni di un atleta africano.

ZIELINSKI 6,5: per come parte ad inizio gara fa presagire a chissà quale prestazione. Il primo tempo è di livello, con grande personalità palla al piede e voglia di lasciare il segno. Cala nella ripresa anche se non sparisce mai dal contesto; nel finale finisce col fare il Callejon della situazione ed i risultati non sono malvagi.

CALLEJON 6: tutta un’altra storia rispetto all’ultimo periodo. Presente nella gara e puntuale e continuo sull’out di competenza. Lodevole alcune sventagliate che denotano facilità di calcio, buona gara anche se poco efficace negli ultimi metri sia da stoccatore che da assist-man. Esce per HAMSIK 5,5 che scrive un’altra pagina importante per la storia sua e quella della società: 500 presenze in azzurro e record raggiunto (col Crotone lo supererà). Per il resto poco di buono da ricordare, perde almeno due palloni in mezzo al campo, si becca un’ammonizione per un litigio con Ramirez e ben servito manda in curva da posizione favorevole.

MERTENS 6: nel vivo della manovra come non succedeva da tempo, timbra il cartellino dopo pochissimi minuti ma il VAR gli nega la gioia (i dubbi restano). Fa soffrire la difesa blucerchiata anche se raramente va al tiro; geniale uno scambio a velocità supersonica con Insigne al quale regala un pallone d’oro che però il 24 azzurro non riesce a tramutare in gol (egregio Belec). Esce per MILIK 7 che al primo pallone toccato riesce un arcobaleno forte e preciso che beffa il portiere della Samp e cambia il corso della gara regalando la vittoria ai suoi. Decisivo.

INSIGNE 6,5: nel primo tempo è il più continuo nel creare gioco ed occasioni da gol. Gol che non arriva per questioni di centimetri e per un Belec che si immola alla grande dopo una spettacolare triangolazione tra il folletto napoletano e quello belga. È comunque sempre determinante nello sviluppo della manovra.

SARRI 7:  nell’ultima trasferta stagionale si rivede quel Napoli spettacolare, autoritario e capace di dominare in lungo e largo che era venuto meno nelle ultime nervose settimane. E così si rende artefice di altri record da aggiungere alla collezione (quello di punti totali della società in un campionato e quello del maggior punteggio che abbia mai raggiunto una seconda classificata in Serie A). E manca ancora una gara…