Cosa accade se una sera, al suono di sbrang, un romanzo esplode e finisce nelle sale di una chiesa sconsacrata del ventre di Napoli?

Se una sera d’inverno un viaggiatore si ritrovasse tra le mani un libro chiamato “Tabù”, potrebbe vedere d’un tratto la parola librarsi nell’aria e diventare danza, poi condensarsi in un quadro, poi farsi archetipo e incontrare i totem e tabù freudiani, poi risuonare parola teatrale e poi ritornare parola, semplicemente parola, l’unica in grado di rompere i tabù della solitudine, dell’incomprensione, della non comunicazione.

Martedì 20 giugno dalle 17 nella sede del Maschio Angioino

il libro di Chiara Tortorelli “Tabù”

diciannove storie diciannove punti di vista sulle relazioni umane

Discuteranno dell’ultimo libro di Chiara Tortorelli, edito da Homo Scrivens dopo i saluti di Lucia Valenzi, per la Fondazione Luigi Canetti, la scrittrice Enza Alfano, la storica dell’arte Aurora Spinosa, il docente universitario di letteratura Matteo Palumbo.
Sarà presente l’autrice insieme alla pianista Mariella Pandolfi

Chiara Tortorelli Tabù Edizioni Homo Scrivens 2016 pp. 299
Premio Megaris 2014
Scrivere in modo indelebile la storia della propria vita. È l’ossessione di Maurizio, lasciato da Marta senza un motivo, perché le cose prima o poi finiscono. E lui non riesce a trattenere i ricordi come vorrebbe, non accetta la fugacità dei sentimenti e l’assenza di motivazioni, casuali, impossibili da definire o da argomentare, che fanno arrivare al capolinea una storia d’amore ma anche un’esistenza. Un libro sull’angoscia esistenziale di fronte al flusso inarrestabile del tempo che racconta l’impossibilità di trattenere le persone amate e persino la loro memoria. Finché un evento straordinario non irromperà nel destino di Maurizio e lo legherà ad altre vite concentriche dove eros, violenza e follia costituiranno i tasselli di un nuovo gioco. Perché siamo ostaggi di una vita che non ci appartiene.