Nell’articolo pubblicato qualche giorno fa da Napoliflash24 su Napoli come una delle 10 città più pericolose del modo, è stata menzionata Livia Hengel, la giornalista inglese che ha pubblicato sul quotidiano britannico ‘The Independent‘ un interessante pezzo sulla città partenopea, dico interessante perché ci da un’idea della percezione che gli stranieri hanno del capoluogo campano. La loro opinione è, sotto certi aspetti, più imparziale perché non appesantita da quei preconcetti e retaggi culturali di cui siamo talvolta colpevoli noi italiani.

Il pezzo prende spunto dagli incendi che hanno devastato il Vesuvio alla metà di luglio. Dopo aver parlato  brevemente dei roghi, appena spenti, ringraziando le forze pubbliche per la loro prontezza, la reporter inglese arriva diritto al punto, descrivendo Napoli come una una città che da sempre ha una cattiva reputazione. Definita sia da altre parti dell’Italia, che dall’estero – come un luogo senza legge, da evitare. Il nome stesso della città, sostiene la giornalista, evoca immagini di borseggiatori, mucchi di rifiuti non raccolti e uccisioni di mafia. I turisti che arrivano all’Aeroporto Internazionale di Napoli tendono ad andare direttamente sulla Costiera Amalfitana o sulle isole piuttosto che avventurarsi in città.

“…Ma Napoli ha arte, cultura, una cucina famosa in tutto il mondo ed un fascino immenso – scrive la reporter – dovrebbe essere invasa dai visitatori. Il fatto che non lo sia è a causa di questa reputazione.” Negli ultimi anni, tuttavia, la Hengel sottolinea il fatto che la città ha compiuto enormi passi avanti nel cercare di cambiare la sua immagine, e che Luigi de Magistris, che è sindaco dal 2011, è stato ampiamente applaudito per i suoi sforzi per cambiare la città e di conseguenza il modo in cui essa è percepita.

“…Purtroppo gli incendi del Vesuvio che hanno dominato il panorama di Napoli negli ultimi giorni, hanno riportato in vita vecchi spettri. – Scrive la giornalista – i napoletani hanno una complessa relazione con il vulcano: esso è un simbolo minaccioso della città e un forte richiamo alle difficoltà e alle rinascite che hanno dovuto sopportare nel corso dei secoli…”.

In effetti  vedere in fiamme le pendici del vulcano ha causato non poca angoscia in tutti noi napoletani, ricordandoci la complicata storia della città con il crimine e la corruzione. “…Sia gli agenti di polizia che personaggi come lo scrittore Roberto Saviano, infatti, riconducono gli incendi ad attività criminali, dando la colpa alla Camorra…”, ha sottolineato la reporter inglese. “…Ma altri affermano che con la disoccupazione locale al 28%, un disastro così genera più lavoro…Qualsiasi siano le spiegazioni, ognuna ci riporta alla mancanza di autorità, disordine e criminalità – tutti gli aspetti con cui Napoli è così spesso associata…” commenta nell’articolo la giornalista britannica.

Tuttavia questi avvenimenti hanno avuto un impatto irrilevante sul turismo, infatti secondo la Hengel, in realtà, non c’è mai stato un momento migliore per visitare Napoli. Negli ultimi anni è avvenuta una sorta di rinascita culturale. L’energia in città in questo momento è palpabile, grazie alla leadership di De Magistris, sostiene la reporter, secondo la quale il fatto che la città sia stata il punto focale di eventi sportivi tra cui l’America’s Cup, il Giro d’Italia e la Coppa Davis, e che dal 2012, il lungomare sia divenuto una zona pedonale, incoraggiando le famiglie a camminare e andare in bicicletta lungo la baia di Napoli, abbia messo la città partenopea sulla mappa. Tra i cambiamenti elencati nell’articolo del quotidiano britannico vengono menzionati anche i progetti sociali urbani per stimolare l’economia locale, come per esempio quello della cooperativa sociale di La Paranza che ora offre visite alle catacombe di Napoli e gestisce altre attività nel Rione Sanità, mentre Made In Cloister ha trasformato i chiostri del XV secolo nei pressi della stazione ferroviaria in uno spazio in forte espansione per l’arte e la cultura che ospita installazioni pop-up, concerti e altri eventi.

Questi sforzi non sono passati inosservati, nell’opinione della giornalista. Il turismo è in aumento, del 12 per cento rispetto allo scorso anno, contribuendo con 10 miliardi di euro all’economia locale – un aumento del 50 per cento dal 2016. Purtroppo la coesistenza con la Camorra è il grande problema dei napoletani, e forse per questo il Vesuvio diventa, secondo la reporter, un simbolo, un ricordo costante della pericolosità e precarietà della vita a Napoli, ma la città di Partenope è resiliente ed è sopravvissuta fino ad ora. “Con molto amore per la città – spirito ineffabile, e culto immenso”.

Livia Henkel ha dimostrato, nel suo articolo di aver compreso completamente  l’indole napoletana, e di avere una profonda conoscenza della cultura partenopea. L’articolo è un documento valido perché scritto con obiettività, scevro da pregiudizi che spesso accompagnano i commenti sul capoluogo campano da professionisti e non.

Citazioni estratte e tradotte da “Don’t let Mount Vesuvius put you off visiting Naples” di Livia Hengel – The Independent

Simona Caruso

 

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