Ho conosciuto Nicolò Govoni in occasione della presentazione di “Bianco come Dio” alla libreria iocisto di Napoli. Un’esperienza intensa per me e i numerosi presenti. In una breve video intervista è lo stesso Nicolò a raccontarci la sua storia. Saranno i suoi occhi a trasmettere al meglio il suo messaggio e dare ad ognuno di noi l’occasione di conoscerlo e  partecipare al suo progetto. 

Nicolò Govoni è un ragazzo come tanti, un giovanissimo dalla vita turbolenta, in eterno conflitto con il mondo, la famiglia e se stesso.

Studente svogliato, due anni da ripetente e tanta voglia di esprimersi in un mondo che lo fa sentire troppo stretto.

Ha vent’anni e nella pausa fra il quarto e il quinto anno della scuola superiore che frequenta a Cremona, decide di partire. Solo per caso si imbatte attraverso internet in una associazione di “Volonturismo”.

Vende i suoi pochi averi, sottraendoli  alla sua cameretta, per racimolare i soldi necessari alla partecipazione, circa 1200 euro. Raggiunge l’India e un piccolo orfanotrofio che gli cambierà il senso della vita.

Sono troppi i conti che non gli tornano, non ultimi quei famosi soldi versati, di cui scoprirà in breve tempo, solo tre euro al giorno destinati ai piccoli ospiti.

Si interroga sulla reale funzione di questo tipo di aiuti e la risposta è così semplice che dopo solo un mese decide di lasciare l’organizzazione. Si rimbocca le maniche e insieme al direttore dell’orfanotrofio Dayavu Boy’s Home, Joshua, inizia a lavorare in autonomia ad un programma di aiuti.

Ritorna in Italia per completare gli studi e organizza una prima raccolta di fondi all’interno della scuola, che porterà direttamente alla missione nelle vacanze di Natale.

Ma purtroppo non basta, servono ancora soldi. Il progetto vuole dare la possibilità ai bambini di poter studiare e ad alcuni dei più grandi di frequentare l’università. Si trasferisce in India per dedicarsi completamente alla missione e lì si iscrive all’università, dove studia giornalismo e, al contempo, inizia a insegnare lui stesso. Nel 2014, l’orfanotrofio rischia la chiusura che verrà scongiurata con la costruzione di un muro perimetrale intorno all’istituto. 2015, fonda una ONLUS a supporto della Missione e pubblica “Uno”, il racconto delle vite dei  bambini, grazie alla fiducia di una piccola casa editrice. Il mondo intero deve sapere.

Il progetto riesce e fra mille difficoltà riescono a mandare tutti i bambini dell’orfanotrofio a scuola e tre dei ragazzi più grandi all’università. Ma la famiglia si allarga e ancora una volta servono soldi, Nicolò teme di non farcela e decide di mettere su carta la sua esperienza, il suo dolore, le sue denunce. Auto-pubblica “Bianco come Dio” in eBook e distribuito online. “Bianco Come Dio” diventa un caso editoriale che conta oggi quasi 10000 lettori, rendendo finalmente giustizia alle vite, alle lotte e alle speranze dei suoi bambini.

Finalmente Nicolò è più tranquillo, termina gli studi con una laurea in giornalismo, l’orfanotrofio prospera e lui decide di lasciare l’India (senza mai perderla di vista), per dedicarsi a un nuovo progetto.

Mette a disposizione tutta l’esperienza acquisita per i ragazzi del centro di Samos in Grecia, dove studia e programma un piano educativo per bambini rifugiati sfuggiti alla guerra e provenienti dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Iraq, dalla Palestina, dal Kurdistan, dall’Iran, dall’Algeria, dal Congo. Ed è proprio in Grecia che arriva la notizia che farà la differenza. La Rizzoli lo chiama, credendo nel potenziale di “Bianco come Dio”. Si fa festa dalle parti di Samos, finalmente Nicolò e gli altri volontari hanno uno strumento vero . Ma la situazione è al collasso, il campo profughi  sta esplodendo con quasi 3000 persone infilate in uno spazio pensato per 700. È una catastrofe, non c’è più tempo da perdere. Sono i bambini che soffrono di più, dovendo fare i conti con i propri disagi e il riflesso di quello degli adulti. C’è una priorità su tutte: Aprire una scuola. Il progetto procede velocemente, grazie all’indotto economico portato dalla vendita dei libri e da una donazione generosa di un privato che si è offerto di sostenere le spese di un intero anno di gestione.

La scuola è pronta in un solo mese, il suo nome è Mazì “insieme”.  Accoglie 150 fra bambini e ragazzi che trovano in quel luogo il respiro negato, l’istruzione, l’accoglienza e soprattutto la speranza di un futuro migliore.

Questa è la storia di Nicolò Govoni, ma è anche la storia di tutti noi, di tutti quelli che vorranno crederci, che non si arrenderanno, di tutti quelli che vorranno contribuire, perché la storia continua e gli obiettivi sono tanti. Dare una mano si può e lo si può fare in molti modi: semplicemente acquistando il libro “Bianco come Dio”, il cui ricavato è destinato totalmente alla beneficenza, mettendo a disposizione il proprio tempo in un periodo di volontariato o con una donazione che potrà essere effettuata ai seguenti riferimenti:

INTESTAZIONE:

Still I Rise

IBAN: IT72W0303240110010000024523

SWIFT: BACRIT21571

 

Lucia Montanaro