L’irresistibile desiderio di parlare d’arte è il fuoco centrale del  convegno “Narrare le immagini. Critici d’arte e critici letterari a  confronto”, che si terrà il 13 e il 14 novembre 2017, a partire dalle ore 10, presso l’Aula Magna della Società Nazionale di Scienze Lettere  e Arti (via Mezzocannone, 8).

I lavori, suddivisi in quattro sessioni, saranno aperti da Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli, Arturo De Vivo, Prorettore, ed Edoardo Massimilla, Direttore del Dipartimento di  Studi Umanistici dell’Ateneo federiciano.
Esperti e giovani studiosi si soffermeranno sul fitto rapporto che si  viene a creare tra scrittura e arti figurative a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. «Obiettivo del convegno – dichiara Pasquale Sabbatino – è l’analisi del dibattito teorico, delle metodologie utilizzate e dei risultati  conseguiti nell’ambito della traduzione in  parola delle immagini scolpite e dipinte. Il problema coinvolge gli artisti e gli storici dell’arte, che si interrogano sulla contiguità e sulla distanza tra il linguaggio delle immagini e quello della parola, ma anche i critici letterari e gli scrittori, che in tempi diversi e con risultati eterogenei, si sono occupati di arte. È il caso di Croce, Longhi, Contini, Garboli, Calvino, Banti, Segre, Testori,  Raimondi. Inoltre  ci si muoverà tra i carteggi degli storici d’arte (Paolo Ricci), i memoriali degli artisti (Luigi de Luca) e la  letteratura illustrata dai disegnatori (Edoardo Dalbono).
Particolare attenzione merita la critica d’arte, che è un settore  ancora poco esplorato, se non in maniera frammentaria, ma di grande interesse e sicuramente in crescita. «Con questo appuntamento – spiega Isabella Valente – si vuole dare un contributo al difficile settore della critica d’arte, che, soprattutto tra Otto e Novecento, ha visto impegnate le personalità più disparate del mondo culturale. Se la figura del critico d’arte ha nell’Ottocento ancora i contorni imprecisi e labili, nel Novecento diviene un’immagine definita e centrale in ciascun dibattito accesosi in Italia e all’estero intorno agli eventi d’arte figurativa. Eppure nel secolo XIX abbiamo avuto, soprattutto in Italia, critici d’arte d’incredibile spessore, spesso non di mestiere, poiché si era agli esordi di tale ruolo e configurazione. Filosofi, professionisti, avvocati, medici e notai, collezionisti uomini politici, letterati, poeti e finanche gli artisti stessi si sono prestati alla valutazione delle arti del XIX e  XX secolo. Intellettuali di ogni estrazione sociale e di ogni ramo della cultura hanno parlato di pittori, scultori, di opere, di  orientamenti, di gusto, di mostre, accendendo dibattiti, veicolando  opinioni, scontrandosi o confrontandosi con i colleghi delle varie regioni d?Italia e dei paesi europei, gettando in tal modo le basi per una storia della critica d’arte di questo lungo e complesso periodo.  Basti pensare alle numerose esposizioni locali, nazionali o internazionali, che si sono succedute nel corso degli ultimi due secoli e poco più, alle diverse correnti che hanno attraversato il gusto e l’interesse di artisti e collezionisti. Non ultimi gli artisti, eletti  spesso a critici dei loro colleghi o delle esposizioni cui prendevano  parte, o ancora inviati d’eccezione nelle mostre all’estero, spesso  unici corrispondenti di tali eventi».