Si fa presto a dire Pizza! Intorno a questo piatto unico si è scatenata una vera e propria ricerca estrema alla qualità, dalla lievitazione alle farine, dai condimenti ai prodotti stagionali. Una voglia di creare un prodotto d’eccellenza tipico della nostra città, che oggi ha reso l’arte del pizzaiolo, patrimonio culturale immateriale dell’umanità. E per farlo servono passione, dedizione estrema come dimostrano le storie dei tanti pizzaioli che da anni si sono adoperati per ottenere il riconoscimento.

Ad annunciare l’ambito riconoscimento dell’Unesco per l’unica candidatura italiana il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, dopo un lungo iter di negoziati internazionali.

La candidatura è stata avviata dal Mipaaf nel marzo 2009 ed è stata condotta da una specifica task force di esperti guidata dal professor Pier Luigi Petrillo.

Il Made in Italy ottiene un altro grande successo – afferma il Ministro Maurizio MartinaÈ la prima volta che l’Unesco riconosce quale patrimonio dell’umanità un mestiere legato ad una delle più importanti produzioni alimentari, confermando come questa sia una delle più alte espressioni culturali del nostro Paese. È un’ottima notizia che lancia il 2018 come anno del Cibo. L’arte del pizzaiuolo napoletano racchiude in sé il saper fare italiano costituito da esperienze, gesti e, soprattutto, conoscenze tradizionali che si tramandano da generazione in generazione. È un riconoscimento storico che giunge dopo un complesso lavoro negoziale durato oltre 8 anni, che premia l’impegno del Ministero al fianco delle associazioni dei pizzaiuoli. Ringrazio le istituzioni locali, la Regione Campania, gli esperti del Ministero e tutti quelli che col loro impegno hanno reso possibile questo risultato che ribadisce il ruolo di primo piano svolto dal nostro Paese nel valorizzare la propria identità enogastronomica.

Una mobilitazione senza precedenti avvenuta attraverso la raccolta di due milioni di firme promossa dall’Associazione Pizzaioli Napoletani, la Fondazione Univerde, la Coldiretti e il Cna.

Da oggi l’arte dei pizzaioli napoletani diventa il settimo “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco” italiano insieme a la Dieta Mediterranea e allo Zibibbo di Pantelleria, segnale dell’attenzione sempre maggiore che si sta dando e si darà all’alimentazione, e infatti il 2018 sarà l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo.

Da oggi Napoli sarà ufficialmente la patria della pizza, un cibo semplice che da sempre ha unito tutti e non è un caso se la creatività dei maestri pizzaioli napoletani ha reso un semplice disco bianco un cibo così straordinario pur nella sua semplicità.

Il Mondo della pizza oggi è attento alle tecniche e alla sapienza artigiana vera, l’esercito dei talenti dell’arte bianca  è in continua crescita distinguendosi sempre più come “puristi” di un arte diversa da quello che le industrie hanno cercato di emulare. Oggi quell’arte artigiana è patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Ad Majora.

Romina Sodano 

A proposito dell'autore

Romina Sodano
Responsabile Rubrica Enogastronomia

Esperta enogastronomica , pubblicista e sommelier. Titoli professionali conseguiti a Verona e Milano, in pasticceria, panificazione, lievitazione e cioccolateria .
Laurea in Economia Aziendale e gestione delle imprese, innamorata del Marketing. Project Manager Napoliprogress adv.
“Sono una ribellione alla statistica, i numeri non possono definirmi e la letteratura non osa raccontarmi.”
La mia passione? La natura che fa il suo corso.
Il territorio ci identifica in ciò che siamo!

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