Augurissimi Calcio Napoli, 90 anni e non sentirli; 90 anni di passione, fede, gioie, delusioni. Ma un attaccamento a questa maglia che poche squadre possono vantare, tifosi sparsi in ogni angolo del mondo che non fanno mai mancare dimostrazioni di affetto. La nostra redazione (anch’essa non esente da quella malattia incurabile chiamata tifo sfegatato) ha pensato bene di raccontare tutto il cammino di questa gloriosa società (peccato che si sia potuto vincere molto poco) sperando di aver fatto cosa gradita a chi magari in maniera leggera ha voluto rivivere momenti ed anni finiti ormai nel dimenticatoio.

 Con la nostra rubrica ci eravamo lasciati all’addio di Benitez e quella qualificazione al preliminare di Champions fallita miseramente, per non parlare della beffarda semifinale di Europa League. Già, Benitez… Con l’addio del tecnico spagnolo la piazza ormai aveva sentenziato l’inevitabile ridimensionamento del progetto De Laurentiis; i tifosi erano convinti che con Don Rafa sarebbero andati via tutti i big, soprattutto quando tra la diffidenza, ironia e anche qualche poco simpatico sfottò (diciamola tutta), veniva annunciato il nuovo tecnico. Il prescelto rispondeva al nome di Maurizio Sarri, umile ma sapiente allenatore di provincia con una sola esperienza in A con l’Empoli: apriti cielo! Poche e criticate anche le mosse del mercato estivo: al convincente e gettonato Allan si aggiungevano gli innesti delle incognite Hysaj, Chiriches e Valdifiori , anche se c’era il tanto sospirato ritorno del pupillo Pepe Reina!

E l’inizio di stagione balbettante, soprattutto sotto il profilo dei risultati, sembra dar ragione agli scettici: un solo punto nelle prime tre gare di campionato, si comincia già a sfogliare la margherita per i papabili alla sostituzione di Sarri. Poi arriva il 17 settembre, Europa League, al San Paolo arriva il Club Bruges, viene annunciata una novità per quanto riguarda l’assetto tattico: via alla figura del trequartista e spazio al 4-3-3. E’ la svolta della stagione, il Napoli ne fa 5 e gioca in maniera entusiasmante con un rilanciato Jorginho in cabina di regia da far stropicciare gli occhi. Sarà una vittoria casuale? Avversari troppo fragili? Neanche per sogno, gli azzurri cominciano una stagione esaltante, un gioco che raggiunge punte di spettacolarità probabilmente nemmeno sfiorate ai tempi di Diego; il Napoli è un rullo compressore, non subisce più reti, gioca le gare costantemente nella metà campo avversaria ed i tifosi non credono ai propri occhi. Al San Paolo perdono tutti: la Lazio (5-0), la Juventus e la Fiorentina entrambe per 2-1, nella San Siro rossonera si maramaldeggia (4-0), mentre con la vittoria casalinga sull’Inter (2-1) la città partenopea vive una magica notte, quella del primato solitario in classifica. Dopo qualche incertezza il Napoli riprende la striscia di vittorie fino a quella di Frosinone, 5-1, che con la contemporanea sconfitta dell’Inter in casa col Sassuolo, consacra i partenopei a Campioni d’Inverno, dopo 26 anni!

In Europa si conoscono solo vittorie; la formazione dell’esordiente Sarri fissa un record per la fase a gironi della competizione, 18 punti su 18, con 22 gol all’attivo in 6 gare!  Sembra proprio l’anno giusto anche se sullo sfondo, da lontano, arriva una Juventus che non conosce ostacoli, non ci sono avversari ad opporsi (troppi tappeti rossi quando si affrontano i bianconeri) e troppe decisioni arbitrali a senso unico; e così la già forte corazzata bianconera arriva a giocarsi il primato con il Napoli allo Juventus Stadium (i tifosi azzurri non potranno accedervi per nessun motivo al mondo!). La Vecchia Signora fa un solo tiro, quasi al 90′, e vince la gara: primo posto agguantato e addio ai sogni di gloria del Napoli. La sfortuna e le decisioni arbitrali discutibili caratterizzano anche il cammino europeo della banda di Sarri che esce per mano del Villareal. Fine di un sogno, ma resta la seconda posizione che consegna a Partenope la certezza della Champions League dalla porta principale. Il finale di stagione regala un record storico in Serie A; Gonzalo Higuain vince la classifica cannoniera con 36 gol in 35 gare e lo fa con una tripletta da urlo all’ultima giornata. Quasi come se fosse stato scritto un copione, il Pipita sigla il gol che sancisce il record con una rovesciata che non ti stancheresti mai di vedere e rivedere, il tutto sotto un autentico diluvio: apoteosi! Nessuno mai nel campionato di Serie A era arrivato a tanto, Nordhal si era fermato a 35.

 Un’ annata comunque da incorniciare, Napoli e il Napoli avrebbero meritato un titolo ma resta negli occhi lo spettacolo offerto da una squadra eccezionale, per lunghi tratti la migliore. Auguri Napoli, 90 anni di passione!

Marco Silva

 Leggi la storia del Calcio Napoli cliccando qui 

A proposito dell'autore

Marco Silva

Post correlati