Terminata l’Audi Cup il pensiero del Napoli e dei tifosi è rivolto al preliminare di Champions (a Nyon, venerdí alle 12, attesa trepidante per l’urna dalla quale uscirà la sfidante degli azzurri); ci saranno ancora due amichevoli intanto per preparare al meglio il delicato incontro che decreterà se la squadra partenopea entrerà o meno nei gironi di Champions. Domenica i ragazzi di Sarri faranno visita al Bournemouth, formazione militante nella prestigiosa Premier League, mentre il 10 agosto ci sarà l’esordio al San Paolo contro l’Espanyol dell’ex David Lopez.
Se fosse possibile già tirare un bilancio di questo precampionato diremmo sicuramente che il gruppo appare solido e convinto più che mai ed i presupposti per una stagione entusiasmante ci sono eccome. A Monaco di Baviera dove è giusto sottolineare che il risultato non era di primaria importanza, era fondamentale comprendere ed osservare, studiare, il comportamento in campo dei giocatori contro una compagine rodata, esperta e cattiva (fin troppo direi) quale l’Atletico del Cholo Simeone in un contesto niente male come può essere l’Allianz Arena. Ebbene per 70 minuti, prima della vortiginosa girandola di sostituzioni, il Napoli ha letteralmente surclassato gli spagnoli imponendo il solito palleggio, la so!ita fluidità di gioco ed una sempre più crescente consapevolezza nei propri mezzi; spettacolo sottolineato dal pubblico presente in Germania che a lungo ha applaudito ed ammirato con sottofondi sonori di stupore le giocate di Hamsik & c. Il Napoli a 20 minuti dal termine conduceva 1-0 grazie ad una perla del solito instancabile Josè Maria Callejon servito magicamente da un sontuoso Ghoulam dopo aver fallito un rigore con Milik e reclamato un altro penalty netto non concesso per fallo su Insigne. Poi due gol (che potremmo definire rocamboleschi quanto casuali)hanno regalato la vittoria nel finale ai “picchiatori” colchoneros.
Nel secondo incontro, appena 24 ore dopo (!), formazione quasi stravolta rispetto al giorno precedente; poca qualità rispetto al solito ma una buona solidità e compattezza hanno permesso agli uomini guidati da mister Sarri di avere ragione dei padroni di casa allenati da Ancelotti in campo con una formazione piena zeppa di giovani e riserve. Koulibaly e Giaccherini hanno permesso ai partenopei di concludere il torneo al terzo posto.
Era importante capire se la squadra fosse stata capace di offrire quella capacità di comandare l’incontro ricalcando le prestazioni dell’ultimo semestre della scorsa stagione; confortanti risposte dal campo, il tempo sembra essersi fermato e magari con l’aiuto del giovane e già inserito Ounas e dell’affidabile Mario Rui oltre a due che vanno inseriti di diritto tra le forze in più a disposizione di Sarri, Maksimovic (positivo in Baviera) e Milik, si può davvero pensare positivo.
Personalmente credo che a questo quasi perfetto giocattolo forgiato principalmente dal mister nato a Bagnoli ma senza dimenticare Giuntoli ed il presidente manchi soltanto una cosa: vincere! Sarà la volta buona?