A 60 anni da quel febbraio 1958, quando entrò in vigore la discussa legge Merlin, NarteA presenta lo spettacolo itinerante
Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia, in scena sabato 17 marzo alle ore 18.30, presso il Club55 (in via Toledo 55), scritto e diretto da Febo Quercia, e interpretato da Annalisa Direttore, Thayla Orefice, Katia Tannoia, Peppe Romano (al piano, il maestro Biagio Terracciano).

A Napoli, oltre la casa del famosissimo Domenico Mondragone, altri luoghi storici sono depositari dei segreti di una città scabrosa.
Nartea condurrà il pubblico nella splendida cornice di un antico appartamento sito in un palazzo di fine ‘600, per molti anni dimora
dell’illustre famiglia dei Medici, e tra quelle stanze si animeranno storie e personaggi di una Napoli dimenticata, perché occultata dai
veli delle veneri vaganti operanti nei trent’anni precedenti il provvedimento della senatrice Lina Merlin.

A 59 anni dalla famosa legge dell’ipocrisia, si torna a parlare di case chiuse, una tematica su cui l’opinione pubblica ancora si divide, con un balzo indietro nel tempo, il pubblico sarà catapultato nell’atmosfera degli anni che l’hanno preceduta. Basti pensare che nella
Napoli degli anni ‘50 erano circa 900, le case di tolleranza, e che tra le umili lupanare dei Quartieri Spagnoli e i bordelli lussuosi di
via Toledo, è possibile rintracciare non solo le storie del piacere individuale, ma anche la storia con la esse maiuscola. Risale al 1860,
le legge dell’alcova del governo Cavour, estesa più tardi a tutte le province del Regno, con la quale si intendeva non solo scongiurare la
riacutizzazione della sifilide tra i soldati dell’esercito piemontese, ma soprattutto realizzare un’opera di controllo sulle donne che si
prosituivano. In particolare, si autorizzava l’apertura di postriboli di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da
versare nelle casse statali. Mille ruffiani aprirono, in pratica, i cancelli dell’ “apocalisse”, nascondendosi tra le pieghe dell’ipocrisia.

Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia

scritto e diretto da Febo Quercia con Annalisa Direttore, Irene Grasso, Katia Tannoia, Peppe Romano e Francesco Viglietti, al piano il maestro Biagio Terracciano, costumi di Antonietta Rendina

Lo spettacolo itinerante prevede la partenza del primo turno alle ore 18.30 (per un massimo di 30 persone). Prenotazione obbligatoria ai numeri 339 7020849 o 333 3152415.