L’unica Sinagoga a Napoli

Con le vacanze che si avvicinano velocemente Jon ed io stavamo cominciando a chiederci  se ci sarebbe piaciuto andare ai servizi religiosi e dove fossero. Dopo aver fatto alcune ricerche sulle “sinagoghe a Napoli”  abbiamo scoperto che ce ne era solo una in tutta Napoli! Roma ha più opzioni, ma guidare due ore per assistere ai servizi religiosi non ci sembrava una buona idea.  Ho contattato il rabbino che rapidamente ci ha risposto e ci ha invitato a cena per il  Venerdì successivo.

La parte più difficile è stata arrivare alla sinagoga vera e propria. Dopo il solito traffico folle nel centro di Napoli, abbiamo trovato parcheggio e girato per la strada affollata, pavimentata con i sanpietrini, nel calore, per almeno 30 minuti. Abbiamo mostrato alla gente l’indirizzo e ci hanno tutti messo nella stessa direzione, ma non siamo riusciti a trovarla. Una persona ci ha detto che era situata in un parcheggio e proprio mentre stavamo per voltarci e abbandonare i nostri piani per quella sera, Moshe chiama dall’alto e dice: “Ciao !!”  Tre rampe di scale dopo e abbiamo trovato la porta d’ingresso. Ce l’abbiamo finalmente fatta!

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Siamo entrati nella piccola cappella e ci siamo presentati alle altre persone  (circa otto uomini e due donne). Abbiamo avuto l’impressione che questo sarebbe stato più “religioso” di quanto siamo abituati, e che non dovremmo arrivare a sederci uno accanto all’altro durante il servizio, che non abbiamo fatto. E ‘stato molto interessante ascoltare un servizio che è stato principalmente in ebraico, ma il resto in italiano.  Anche le melodie delle canzoni sono state cantate in modo diverso. Abbiamo cercato di tenere il passo, per quanto abbiamo potuto, ma ovviamente abbiamo avuto qualche problema. Il servizio è durato soltanto un’ora in modo che non ci siamo sentiti come dei pesci fuor d’acqua per troppo tempo.

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Dopo, ci siamo riuniti in cucina per la cena, che era deliziosa … era un tipico pasto italiano meno il prosciutto, frutti di mare, e altre cose ‘unkosher’. Dopo l’antipasto e il pesce  Jon e io ci sentivamo incredibilmente pieni … ma ecco che arriva la lasagna di melanzane! Credo che si può immaginare che un ebreo italiano cerchi  ancora di più di  farti mangiare che se fosse solamente italiano o semplicemente ebreo.

Quello che ci è piaciuto molto dell’intera esperienza è stata che quasi tutti venivano da qualche altra parte del mondo ed avevano cercato un posto per connettersi  col giudaismo. La ragazza, accanto alla quale, mi sono seduta  durante il servizio era di Parigi e si era appena trasferita a Napoli due giorni prima, al fine di studiare all’estero per un semestre. L’altra donna veniva dalla Nuova Zelanda ed era stata sposata con un napoletano. Due degli uomini venivano da Israele e  studiavano a Napoli. E poi naturalmente ci siamo noi, gli americani. Ebrei di tutto il mondo si sono raccolti nell’unica sinagoga di Napoli,  … è stata una scena piuttosto originale! Anche se eravamo solo otto di noi a cena, durante la cena si parlavano quattro lingue diverse (ebraico, italiano, inglese e francese).

Ci hanno invitato a tornare il giorno successivo per i servizi, ma abbiamo rifiutato. Abbiamo pensato che forse saremmo ritornati per Rosh Hashanah dopo un paio di settimane. Tutto sommato, siamo rimasti li per più di quattro ore ed abbiamo avuto un’esperienza indimenticabile nel conoscere nuove persone!

La Storia

La sinagoga di oggi testimonia la rinascita della vita ebraica nella Napoli ottocentesca, ma si deve ricordare che la presenza ebraica in questa città è molto più antica e risale al primo secolo.
Nel 1541 tutti gli ebrei dovettero lasciare il regno di Napoli a seguito al decreto definitivo di espulsione. Torneranno per alcuni anni tra il 1740-1747, attratti dai Borboni, e infine e definitivamente dal 1831 in poi.

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La rinascita della Comunità di Napoli è legata alla famiglia dei banchieri tedeschi di nome Rothschild, che elargirono un enorme prestito ai Borboni, che avrebbe consentito il ritorno di Ferdinando sul trono di Napoli. Nel 1821, Adolph Carl Rothschild si trasferisce in città e apre la prima filiale della banca Rothschild in Italia. Prosperò ed abitò nella attuale Villa Pignatelli. Per diversi anni una stanza della casa era sede di una cappella, dove gli ebrei residenti e in visita avevno la possibilità di partecipare alle funzioni religiose.

Dopo l’unità d’Italia, molte famiglie ebree si trasferìrono a Napoli e la comunità ebraica è stata cosi’ fondata. Presero in affitto i locali di via Cappella Vecchia, per le funzioni religiose. il Barone Adolph Carl Rothschild è stato uno dei sottoscrittori più generosi per i primi cinque anni di affitto e per il restauro della proprietà. La famiglia Rothschild partecipò attivamente alla vita della comunità fino al 1900, anno della morte di Adolf Carl che fece generose donazioni alle istituzioni comunitarie e altre società filantropiche a Napoli. Nel 1910 Dario Ascarelli, allora presidente, lasciò una grossa somma di denaro da utilizzare per l’acquisto di edifici esistenti. Questi sono stati acquistati nel 1927 con l’aiuto di altri membri.

A quel tempo c’erano circa un migliaio di ebrei a Napoli. Poi, lentamente, hanno cominciato a diminuire e durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni ebrei furono deportati da Napoli, fuggiti o spostati per ragioni di guerra nel centro e nord Italia.

Oltre a questi, gli ebrei napoletani di origine greca che furono espulsi dall’Italia a causa delle leggi razziali, furono costretti a tornare in Grecia e furono poi deportati da Atene e Salonicco. Alla fine del conflitto rimanevano solo 534 persone, ora ridotte a circa 160, e si sono aggiunti a questi i nuovi membri della sezione di Trani, che dal 2006 ha aderito alla Comunità di Napoli.

Oggi, la Sinagoga di Napoli è tornata al suo antico splendore con i restauri effettuati con il finanziamento del Ministero della Cultura.

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 The Only Synagogue in Naples

With the holidays fast approaching Jon and I were starting to wonder where and if we would go to services. After we googled “synagogues in Naples, Italy” and did some research we found that there was only one in all of Naples! Rome has more options, but driving two hours for services didn’t sound too appealing. I emailed the Rabbi who quickly got back to me and invited us to dinner for the upcoming Friday night.

The hard part was getting to the actual synagogue. After the usual crazy drive into downtown Naples, we found parking and walked around the cobblestone crowded streets in the heat for at least 30 minutes. We showed people the address and they kept pointing us in the same direction, but we just couldn’t find this place. One person told us it was in the parking garage and just as we were about to turn around and abandon our plans for the night, Moshe calls from above and says, “Hello!!” Three flights of stairs later and we found the front door. We finally made it!

We walked into the small chapel and we introduced ourselves to the other people there (about eight men and two women). We figured beforehand that this was going to be more religious than we are used to and that we wouldn’t get to sit next to each other during the service, which we didn’t. It was very interesting listening to a service that was mainly in Hebrew, but the rest in Italian. The tunes of the songs were sung differently as well. We tried to keep up as much as we could, but of course had some trouble. The service only lasted an hour so we didn’t feel out of it for too long.

Afterwards, we all gathered in the kitchen for dinner. The dinner was delicious… it was a typical Italian meal minus the prosciutto, seafood, and other unkosher stuff. After the appetizers and fish course Jon and I felt incredibly full… but wait! Here comes the eggplant lasagna! I guess you can picture an Italian Jew pushing even more food on you than if he were just Italian or just Jewish 🙂

What Jon and I really liked about the whole experience was that almost everyone there was from somewhere else and had sought out a place in order to be connected to Judaism. The girl I sat next to during the service was from Paris and had just moved to Naples two days prior in order to study abroad for the semester. The other woman was from New Zealand who was married to a man from Naples. Two of the men were from Israel and they were studying in Naples. And then of course there was us, the Americans. Jews from all around the world gathering in the only synagogue in Naples, Italy… it was a pretty cool scene! Even though there were only eight of us at dinner, at any given time there were four languages being spoken (Hebrew, Italian, English, and French).

They invited us to come back the next day for services, but we declined. We may go there for Rosh Hashanah in a couple of weeks so that will be enough for us! All in all, we stayed for more than four hours and had a memorable time meeting new people!

The History

The synagogue today is testimony to the rebirth of Jewish life in nineteenth-century Naples, but one must remember that the Jewish presence in this city is much older and dates back to the first century.
In 1541 all Jews had to leave the kingdom of Naples as a result of the definitive decree of expulsion. We will come back for a few years from 1740 to 1747, attracted by the Bourbons, and finally and definitively from 1831 onwards.

The rebirth of the Community of Naples is tied to the family of German bankers named Rothschild, who conceded a huge loan to the Bourbons, which would allow the return of Ferdinand to the throne of Naples. In 1821, Adolph Carl Rothschild moved to town and opened the first branch of the Rothschild bank in Italy. He flourished and he resided in the current Villa Pignatelli. For several years a room in the house was home to a chapel where resident and visiting Jews had the opportunity to participate in religious services.

After the unification of Italy, a lot of Jewish families moved to Naples and the Jewish community was founded and rented the premises of the Old Chapel Street, for religious services. Baron Adolph Carl Rothschild was one of the most generous underwriters for the first five years of rent and for the restoration of the property. The Rothschild family has participated actively in the life of the community until 1900, the year of the death of Adolf Carl who made generous donations to the Community institutions and other philanthropic Naples. In 1910 Dario Ascarelli, then president, left a large sum of money to be used for the purchase of existing premises. These were purchased in 1927 with the help of other members.

At that time there were about a thousand Jews in Naples. Then slowly it began to decrease and during the Second World War, some Jews were deported to Naples, fled or displaced by reasons of war in central and northern Italy.

In addition to these, Neapolitan Jews of Greek origin who were expelled from the ‘Italy as a result of the racial laws, were forced to go back to Greece and later deported from Athens and Thessaloniki. At the end of the conflict there remained only 534 people, now reduced to about 160, and they are added to these new members of the section of Trani, which since 2006 has joined the Community of Naples.

Today, the Synagogue of Naples is back to its former splendor with the restorations carried out with funding from the Ministry of Culture.

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 http://cherylandjoninitaly.blogspot.it/

traduzione Simona Caruso