LE PIÙ BELLE CANZONI NAPOLETANE – Scelte e commentate da un’amica piemontese…
PISCATORE ‘E PUSILLECO

È una canzone “classica” , definita dalla critica “ottocentesca”, anche se scritta nel 1925″.
In un link ( www.ifilmati.eu) si legge : “il vecchio mondo dei pescatori di Posillipo, in una Napoli solare e libera dall’oppressione della tecnologia… era ormai finito per sempre, eppure due grandissimi artisti napoletani seppero fare il miracolo di ricreare, forse per l’ultima volta, l’atmosfera magica e struggente di un tempo”. Erano Ernesto Murolo (stimato uno dei più grandi poeti napoletani di sempre) ed Ernesto Tagliaferri ( considerato uno dei più grandi compositori, anche se non conosceva neppure una nota musicale).
“Piscatore ‘e stu mare ‘e Pusilleco
ch’ogni notte mme siente canta’,
piscato’, sti parole so’ lacreme
per Maria ca luntano mme sta !
Dorme ‘ o mare…Voca, Voca …
Tutt’e’ pace attuorno a me…
Ma pecche’,
ma pecche’ mm’he´ lassato
mentr’io moro , stanotte pe’ te’!? “
La melodia di questa canzone ci culla dolcemente su questo mare che, ogni notte sente le accorate parole del pescatore per la sua “Maria” che l’ha lasciato.
Questa canzone fu inserita in uno spettacolo musicale, dal titolo “Storia di un Magia”, interpretato da “I Girovaghi dell’Arte”, un gruppo di giovani artisti napoletani, che riproposero, in chiave musicale, una delle più antiche e sentite Feste di Napoli, quella di PIEDIGROTTA che, secondo la tradizione, risale al sec. XIII, anche se, col passare del tempo, ha perso lentamente il “valore popolare da cui nasceva, per spegnersi inevitabilmente con l’avvento del progresso”.
Questo brano, nato dalla collaborazione (durata 16 anni) tra Tagliaferri e Murolo, diventato un “classico” della canzone napoletana, fu interpretato anche da grandi tenori come Tito Schipa che ne fece una versione diventata molto popolare.
Da questo testo fu tratto, nel 1954, il film omonimo, diretto da Giorgio Capitani e interpretato da Giacomo Rondinella, un cantante sulla cresta dell’onda in quegli anni.
La pellicola narra la vicenda di Salvatore, giovane e onesto pescatore, dotato di una bella voce. Quando le barche dei pescatori vennero sequestrate, per una causa intentata da un ricco commendatore, il giovane fu scritturato in una compagnia di rivista, mentre la sua fidanzata, insidiata dall’amante della sorella, è costretta anche lei ad allontanarsi. Ma la storia si concluderà con il solito “lieto fine ” e il ritorno di Maria: “fra sti bbraccia Maria vo’ turna’…”
Questo film, che servì a Giacomo Rondinella come lancio nel mondo della canzone, fu definito dalla critica “soltanto un veicolo cinematografico per le potenzialità canore del protagonista, in quel momento all’apice del successo”.

Il brano musicale fu invece destinato a un duraturo successo e fu eseguito dai più famosi cantanti napoletani e non, da Sergio Bruni a Roberto Murolo, a Claudio Villa , da Massimo Ranieri a Nino D’angelo, da Luciano Pavarotti a Andrea Bocelli.
La propongo qui, in una versione a ritmo di Valzer lento, interpretata da Nino D’Angelo e poi in quella più tradizionale di Giacomo Rondinella.

Fernanda Zuppini