Le città della MAGNA GRECIA: ELEA
Diventata VELIA in età romana, Elea è un’antica colonia greca di cui oggi rimane solo l’area archeologica , che corrisponde alla “Piana di Velia” nel comune di Ascea ed è situata, come Paestum, nel ” Parco Nazionale del
CILENTO”.

Parco Nazionale del CILENTO
Patria dei filosofi PARMENIDE e ZENONE , la fama di ELEA e’ dovuta soprattutto alla scuola filosofica presocratica, denominata SCUOLA  ELEATICA.
L’origine della città risale alla seconda meta’ del VI sec. a.C., ad opera di un gruppo di esuli FOCEI fuggiti dalla IONIA, sulle coste dell’Asia Minore , per sfuggire alla pressione dei Persiani.
La città fu costruita su un promontorio situato tra punta Licosa e Palinuro , dopo che i FOCEI si erano scontrati con una coalizione di Etruschi e Cartaginesi .
ELEA raggiunse il suo splendore nel V sec. a.C., per merito dei fiorenti commerci e di una buona amministrazione e, in particolare, per l’importanza culturale della SCUOLA ELEATICA fondata da PARMENIDE .
Nel IV sec. a.C. , si unì alle città che si opponevano all’avanzata dei Lucani, che già avevano occupato la vicina
Paestum.

velia
Nei secoli III e II a.C., ELEA ebbe buoni rapporti con Roma , sostenendola durante le Guerre Puniche .
Nell’88 a.C., divento’ Municipio romano e prese il momento di Velia .
La sua fortuna duro’ fino a tutto il I sec. D.C. Poi, con la fine dell’età imperiale , gli abitanti superstiti dovettero rifugiarsi sull’acropoli per sfuggire al processo di impaludamento.
Nel Medioevo, Velia diventò un Feudo dei Sanseverino, che la donarono poi alla città’ di Napoli.
Gli scavi, iniziati solo verso la fine dell”800 lungo la ferrovia, nella zona di Ascea Marina, portarono alla luce l’Area portuale , l’Agora’, l’Acropoli , insieme alla parte greca.
Oggi la zona è ‘ stata inserita in un progetto cofinanziato dall’Unione Europea , per la valorizzazione del parco archeologico che fa parte del Parco Nazionale del Cilento, patrimonio dell’UNESCO.

NOTA – Una piccola curiosità sull’origine del nome: i Focei che, dopo esser fuggiti dalle coste della Turchia, fondarono Elea nel VI sec. a.C. , si servivano ancora dell’alfabeto greco arcaico e usavano il “digamma” ( Fau, pron. Vau ), una delle lettere cadute in disuso in epoca classica ( il digamma si scrive come una F e si pronuncia come una V). Per i Focei , la città si chiamava “Vele” e, nelle successive trascrizioni , la V si trasformò in Y , per cui il nome divento’, prima “Yele”, poi “Ele'” e infine “ELEA” che, secondo i glottologi, sarebbe stata una deformazione attica, non riscontrata prima di Platone (IV sec.a .C.), e quindi due secoli dopo la fondazione della città.

Fernanda Zuppini