La storia di Vittorio De Sica 1°puntata

Amici lettori, nell’anniversario della sua scomparsa, Vi proponiamo la storia di Vittorio De Sica. Scoprirete fatti noti e meno noti del grande artista. Buona lettura e…se vi piace, condividetela sulle Vostre pagine Social.

… Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano De Sica, Vittorio De Sica per tutti nasce il 7 luglio del 1901 a Sora, un piccolo centro in provincia di Terra di Lavoro, il padre Umberto De Sica è un impiegato della Banca d’ Italia, che con lo pseudonimo Caside, collabora con un mensile locale “La voce dei libri” dal 1909 al 1915, cagliaritano di origine campano, la madre Teresa Manfredi è casalinga, l’ultimo nome Sorano è il nome del presunto dio eponimo della città di Sora. Il padre e Vittorio hanno un rapporto bellissimo, fatto di stima, rispetto e molto affetto. Vittorio a lui dedicherà un suo film “Umberto D.”. A detta di Vittorio, la sua famiglia viveva una “tragica e aristocratica povertà”. Nel 1914 per fuggire alla guerra, si trasferì a Napoli con tutta la famiglia, e successivamente a Firenze. Vittorio è un ragazzino vivace e un po’ curioso, con una vena artistica già ben definita, tanto che verso i quindici anni, inizia le sue esibizioni da attore dilettante nei piccoli spettacoli che si organizzano per i militari ricoverati negli ospedali, poi si trasferisce con la famiglia in modo definitivo a Roma.

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Eduardo Bengivenga è un amico della famiglia De Sica e sarà proprio lui a far ottenere un piccolo ruolo a Vittorio, allora studente di ragioneria, come cameriere nel film muto “Il processo Clemenceau”, nel 1917. Dopo questa apparizione Vittorio è deciso a finire gli studi, e solo dopo aver preso il diploma di ragioneria, accetta nel 1923 la scrittura teatrale da attore generico in una compagnia teatrale, la direttrice di questa compagnia è Tatiana Pavlova attrice prestigiosa di quegli anni. In questa compagnia teatrale Vittorio rimane per due anni, poi si trova nel 1925 nella compagnia di Italia Almirante come secondo attore brillante, per passare nel 1927 alla qualifica successiva di secondo attore giovane nella compagnia di Luigi Almirante. Ma non finisce qui, la carriera lavorativa e artistica di Vittorio non si ferma, anzi va man mano sempre più a crescere, spicca per originalità e non è mai simile il suo recitare, tanto che nel 1930 arriva al livello di primo attore. A quel punto viene notato da Mario Mattòli direttore della compagnia teatrale Za- Bum, il Mattioli in quel periodo sperimenta il teatro mescolando la comicità del varietà con il genere drammatico della prosa, primo in Italia a fare tale serio esperimento. Gli basta uno sguardo e un paio di battute per comprendere le brillanti qualità di Vittorio, Mattòli lo scrittura nell’immediato e affianca Vittorio a Umberto Melnati…

Appuntamento alla prossima puntata all’interno della rubrica “Tourism & Culture”, nella sezione “La storia di Napoli”, dove troverete altre Storie di personaggi napoletani illustri.

Emanuela Genta

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