La nostra storia, le “Quattro Giornate di Napoli”

3 ) Puntata

…Il 29 settembre si ha il culmine dell’insurrezione napoletana, con un afflusso di giovanissimi ragazzi e adolescenti. Nel mentre iniziano le manovre di organizzazione, troviamo Antonio Tarsia al comando del Vomero, ed  in ogni altro rione spunta fuori un capo-gruppo: Stefano Fadda a Chiaia, Ezio Murolo a P. Dante, Aurelio Spoto a Capodimonte, e mentre la città fa fuoco, ecco la risoluzione: al Vomero il comandante del presidio maggiore Sakan chiede di trattare la resa. Fu accompagnato con la bandiera bianca presso il comando superiore germanico, Scholl è costretto a far evacuare dal campo sportivo i 47 ostaggi a patto che i partigiani  garantiscano l’immunità al presidio tedesco. Una grandissima umiliazione per Scholl, che pensava di aver in pugno la città, ma che è costretto suo malgrado, a chiedere salva la vita ad un gruppo di ribelli. Il 30 settembre la maggior parte della città è stata evacuata dai tedeschi, ma nonostante ciò continuano gli scontri in alcune zone della città, gruppi di guastatori tedeschi uccidono alcuni ragazzi, alla Pigna avviene un ultimo combattimento, questa volta con cruenti corpo a corpo tra tedeschi e patrioti, e fino a quasi tutta la giornata ci saranno altre sparatorie. 1 ottobre, i tedeschi hanno quasi portato allo sterminio la popolazione con violenti scontri a fuoco, bombe e fucilate fino a quasi mezzogiorno, ma  un’ora più tardi gli angloamericani faranno la loro entrata nella città. Una rabbia incontrollabile carica di vendetta accende i nazisti, distruggono la memoria più preziosa di quella gente, umile, ma coraggiosa, pronta a sacrificare la propria vita pur di non piegare la testa sotto i loro ordini. Quel giorno i tedeschi come ultimo atto di viltà, danno fuoco all’ archivio storico di Napoli, si portano via la memoria della storia del Mezzogiorno dal Medioevo in poi.

Emanuela Genta

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