Imparare a scrivere in Napoletano VIII lezione – Rotacismo e betacismo

(Segue… dalla puntata precedente!)

Per tutto il 1° millennio avanti Cristo la lingua più diffusa nel Mediterraneo era il greco.

I greci erano detti conquistatori-commercianti perché, ovunque andavano, creavano colonie istituendo (non sempre con le buone maniere) scambi commerciali.

Quindi, volente o nolente, tutti gli altri popoli impararono la lingua greca.

Dagli inizi del 1° millennio dopo Cristo la lingua più diffusa divenne il latino.

I latini erano detti conquistatori-contadini perché, ovunque andavano, grazie alla loro tecnologia agraria (tempi e tecniche di semina, raccolto, irrigazioni, ecc.) creavano colonie (idem come sopra, non sempre con le buone maniere).

Quindi, anche in questo caso, tutti gli altri popoli impararono la lingua latina.

Ciò non significa che ovunque si parlasse il latino, perché ogni comunità continuava a parlare la propria lingua, significa che quando si doveva scrivere qualcosa la si scriveva in latino, e quando si viaggiava era più facile incontrare qualcuno che parlasse latino piuttosto che qualcuno che parlasse sannita, etrusco, sabino, ecc. né più né meno com’è oggi con la lingua inglese.

Ovviamente tutti questi idiomi, venendo continuamente influenzati dal latino (proprio come al giorno d’oggi, che le parole italiane vengono spodestate da parole straniere: calcolatore/computer, polpetta/hamburger, panfilo/yacht, imbroglio/bluff, ecc.), si corruppero, si alterarono così tanto che alla fine scomparvero (infatti, il sannita, l’etrusco, il sabino, l’osco, il cumano, ecc. non esistono più).

Nel 476 d. C. cadde l’Impero Romano d’Occidente e…

 (Il seguito… alla prossima puntata!)

Enzo Carro

www.enzocarro.it

cantante, autore, saggista

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video VIII lezione – Rotacismo e betacismo