Arriva il radar ‘archeologo’, in grado di esplorare il sottosuolo e rilevare mappe in 3D. Funziona nella banda P, a frequenze inferiori rispetto a quelle solitamente usate, e può essere utilizzato per applicazioni che, oltre all’archeologia, riguardano sicurezza, ambiente, geologia, esplorazione di altri pianeti.
E’ stato sperimentato in Italia, a bordo di un elicottero, grazie alla collaborazione fra l’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr) di Napoli, Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Consorzio di ricerca su sistemi di telerilevamento avanzati (Corista), Politecnico di Milano, Università di Trento e Aeronautica militare.
Oltre che nel sottosuolo, il radar permette di acquisire informazioni anche attraverso la vegetazione, osserva Gianfranco Fornaro, dell’Irea-Cnr, che con Francesco Soldovieri ha coordinato l’elaborazione dei dati dei sensori con i quali è equipaggiato il radar.
Di proprietà dell’Asi, realizzato dal consorzio Corista e sperimentato in collaborazione con Irea-Cnr, Politecnico di Milano, università di Trento e Aeronautica militare, potrà essere utilizzato anche a bordo di futuri satelliti per l’osservazione della Terra, ad esempio per misurare lo spessore dei ghiacci o per individuare installazioni nascoste nel sottosuolo, da quelle militari ai reperti archeologici.