Il Palazzo Piscicelli,  un antico edificio monumentale di Napoli situato nel quartiere San Lorenzo, fu costruito negli ultimi anni del XIV secolo dall’architetto Giacomo De Santis e riedificato nel 1470 dal nobile Berardo Piscicelli che aveva ricevuto il palazzo dallo zio Niccolò, Vescovo di Salerno, come risulta da un’iscrizione che affissa al muro del fabbricato:
« Il patrizio napoletano Berardo Piscicelli figlio di Giovanni Piscicelli prefetto e consigliere a latere di re Ferdinando I nell’anno 1470 fece restaurare questa casa che aveva ricevuto in dono dallo zio paterno Niccolò Piscicelli, Arcivescovo di Salerno ».
Il palazzo, già in cattive condizioni nella metà dell’Ottocento, fu in seguito demolito durante il Risanamento. Del manufatto originale  rimane oggi solo il portale angioino collocato nel 1889 nel Palazzo Castriota Scanderbeg.

Nell’araldica nobiliare la famiglia napoletana Piscicelli o Capece Piscicelli è presente da tempi indefiniti; trovò dimora a Napoli nel Seggio di Capuana fino alll’abolizione dei sedili (1800).
Dai Piscicelli derivano le famiglie Zurlo e Aprano che dimoravano nel quartiere dei Capece sito appunto nel Seggio di Capuana.
Il capostipite della famiglia Zurlo fu Giovanni Piscicelli detto Zurlo, figlio di Berardo Piscicelli e Giovanna Caracciolo.
Il capostipite della famiglia Aprano fu Marino Piscicelli detto Aprano.
I Piscicelli si aggregarono al Monte dei Capece istituito nel 1584 (ndr: Appartiene al XVI secolo la pratica di istituire Monti, dove destinare una rendita annua, di solito proveniente da cespiti non feudali del patrimonio, per l’educazione di gentiluomini poveri e/o la dotazione di gentildonne bisognose) e per goderne dei benefici anteposero il cognome Capece al proprio.

2piscicellii pio monte
Dante Alighieri, volle nominare alcune delle più nobili famiglie d’Italia e scrisse: “…e questa è l’una questione, l’altra è, che potrebbe dire dè Sannazzari di Pavia, e quella dè PISCICELLI di NAPOLI, che sono e gli uni, e gli altri nobilissimi nelle loro patrie”
Il primo personaggio che s’incontra negli scritti è Leodoro Piscicelli, generale della cavalleria dell’imperatore Basilio il Magno nell’anno 977.
Il ramo dei Piscicelli si estinse nel 1726 a seguito di matrimonio tra Giulia Capece Piscicelli, ultima rappresentante del Casato, con Francesco de Vito.

di Carlo Fedele