Francesismi nella lingua napoletana
di Carlo Fedele

Il francese è la lingua che nel corso dei secoli ha maggiormente influito sull’italiano.
A Napoli, la presenza dei francesi assomma a circa duecento anni ( tra l’Angioina e quella degli Orléans e dei Napoleonidi), lasciando una serie di “francesismi” che a volte mischiandosi allo spagnolo (lasciti di quest’ultimo citati in un articolo precedente) rendono difficoltosa l’individuazione sicura dell’origine del termine.
Alcuni toponimi tuttora esistenti ce ne ricordano la presenza: Piazza Francese, Ponte dei Francesi, Via Renovella (Rue nouvelle), Rua Francesca.
Un cenno a parte merita la Cupa Lautrec (generalmente chiamata ‘O Trirece, Lo Trecco o ‘O Trivio) derivante da Odetto de Foix Visconte di Lautrec che cinse d’assedio Napoli nel 1528 morendovi avvelenato dall’acqua che lui stesso aveva ordinato di inquinare, meritandovi tuttavia onorata sepoltura nella Chiesa di Santa Maria La Nova…
Anche taluni negozi spesso espongono delle insegne che ricordano francesismi come ad esempio “boulangeria” per indicare il panificio o la salumeria e “voucceria” per indicare il macellaio o la polleria.
Diffusi i francesismi nell’ambito della nostra gastronomia: bombò, bignè, briosce, buatta, crocchè, dessert, filoscio, franfellicche (da fanfreluches), fricassè, gattò, genovese (Genova non c’entra per nulla: la derivazione è da genevoise= ginevrina essendo in uso a Ginevra la cottura della carne con le cipolle), grattè, mignon, monzù, ‘nnoglia (il più povero degli insaccati da andhouje), parfè, patè, pummarola (da pomme d’amour), ragù, roccocò (la cui remota forma non proprio rotonda richiamava la barocca rocaille, conchiglia), sartù, sciù, sotè, sufflè…
Elenchiamo ad esempio qualche termine:
– Â bonora: faustamente, felicemente, da bonheur.
– Accattare: comprare, acquistare, dal normanno acatar
– Adacciare: Tagliuzzare la carne, dal francese antico hachier
– Allum(m)are: Accendere una luce, il fuoco, una candela e simili, dal francese antico a(l)lumer
– Ammarrà(re): Socchiudere, chiudere porte, finestre, occhi, da amarrer
– Ammuccià: Tacere, essere costretto a fare silenzio, subire un’offesa senza protestare, da francese antico soi mucier (francese se musser)
– Ammurza’: stringere con una morsa, trattenere, invischiare, da amorcer, prendere con l’esca
– Argentière: Chi lavora o vende oggetti d’argento, ma anche credenza contenente cristalleria, posateria ed altro. Da argentier.
– Argiamma: corruzione di argent, un sinonimo che sta per danaro.
– Arrangià: Accomodare, aggiustare alla meno peggio, che da noi diviene emblema dell’arte della sopravvivenza… Da arranger.
– Arrassusia: lontano sia, non sia mai, che riteniamo derivante dallo spagnolo arradar ma anche dal francese arrière-soit-il.
– Bello e bbuono: di punto in bianco, all’imprevisto: è la versione nostrana del bel et bien.
– Bisciù: gioiello piccolo o di scarso valore, ma anche vezzoso complimento a persona amata o ammirata, da bijou.
– Bombò: Dolce di zucchero, caramella, da bon bon.
– Brilocco: Ciondolo per ornamento sul petto o al collo, da breloque
– Buatta: Scatola, da boîte
– Buchè: Fascio di fiori, da bouquet
– Bùccolo: Ciocca di capelli arricciati, boccolo, ricciolo, da boucle
– Buffè: Credenza, mobile per riporvi bicchieri, tazze… Da buffet.
– Cemmenèra: Camino, fumaiolo di un’abitazione, da cheminée.
– Ciammuòrio: Forte raffreddore, da chamoire
– Ciaràvolo: Ciarlatano, imbroglione o anche incantatore di serpenti, dal francese antico charaut
– Commò: Cassettone, da commode
– Cricco: Martinetto, binda, arnese che serve a sollevare pesi, da cric
– Cuccà: coricare, mettersi a letto. Sicuramente espressione tarda latina: collocare in lecto (porre a letto), e poi dal collocare si è passato a col’care e infine a cuccà. Ma traduzione di “coricare” in francese è coucher… quindi stessa origine.
– Dammaggio: Danno, dal fancese antico damage
– Gajóla/ca: Gabbia, trappola per uccelli; prigione. Dal francese antico aiole
– Giacchètta: Giacca, da jaquette
– Guarzòne: Dipendente di un bottegaio, fattorino, commesso, garzone. Dal francese antico garçon
– Jetteca: Tisi, cattiva salute. Dal francese hectisie poi passato a èthisie: da éthique
– Lampa: Lampada, lume acceso in cimitero o in casa dinnanzi ad immagini di santi o di defunti. Da lampe
– Lettèra: Letto di paglia per bestiame; intelaiatura del letto, lettiera (se di legno), fusto (se di ferro). Da litière
– Mallardo: Anatra selvatica. Dal francese antico malart/malard
– Mam(m)à: Mamma. Da maman
– Marchèse: Mestruazione, regole femminili. Dal francese marquis
– Mèccia: Calettatura, commettitura. Da mèche
– ‘Nciarmà: Incantare, ammaliare. Dal francese antico (en)charmer
– ‘Nnoglia: Salsiccia ripiena, non di carne scelta, anche budella di suino essiccate con sale e peperoncino. Dal francese antico andouille
– ‘Ntramèsa: Intermezzo, divisorio. Da entremise
– ‘Nzerrà: Serrare, chiudere. Dal francese antico enserrer
– Paràggio: Paragone, da pariage
– Parèglia: Pariglia, coppia o paio d’oggetti uguali; uguale trattamento. Da pareille
– Peccióne: Pippione (piccione, giovane dei colombi; pulcino degli altri volatili). Dal francese antico pigeon
– Pecuózzo: frate laico addetto ai servizi del convento; bigotto. Dal francese antico bigoz
– Pènza: Piega cucita, da pince
– Perciare: Forare, passare da parte a parte con il succhiello, ma anche Perciatièlle: Bucatini, spaghettoni. Dal francese antico percier
– Priézza: Viva gioia, allegrezza, contentezza. Dal francese preisier (ma anche dallo spagnolo prear)
– Quaquìglia: Telline. Da coquille
– Recùoncolo: Ricetto, tana, angolino, cantuccio. Da recoin
– Sanfasò: Con superficialità, senza criterio. Da sans façon
– Sargènte: Morsa, arnese per stringere pezzi di legno incollati. Da sergent
– Sarvietto: Tovagliolo, salvietta. Da serviette
– Scemise: Paltò di stoffa leggera. Da chemise
– Sciabbò: Davantino di stoffa, rigonfiamento di tessuto all’altezza del collo, merletto. Da jabot
– Sciarabballo: Calesse, barroccio. Dal francese char a bancs.
– Scignò: Ciocca di capelli finti inseriti tra quelli veri. Da chignon
– Sciuè sciuè: Alla buona, superficialmente, con semplicità. Dal francese èchouè
– Sgarrà(re): Sbagliare, commettere un errore. Dal francese antico esg(u)arer; francese moderno égarer/s’egarer
– Spingula: Spilla. Da espingle
– Spionà(re): Far la spia, osservare indiscretamente, guardare. Da espioner
– Tirab(b)usciò: Cavatappi. Da tire-bouchon
– Tulètta: Mobile a specchio; insieme dei capi d’abbigliamento occorrente per vestirsi. Dal francese (table de) toilette
– Tuppo: Ciuffo di capelli che le donne portano annodato e fermato dietro la testa. Da toup
– Turnése: Tornese (antica moneta napoletana); denaro.
Dal francese antico torneis (coniato nella città di Tours)
Se avete altri vocaboli o modi di dire, potete aggiungerli come commenti.

di Carlo Fedele.