Appartenente a quel gruppo di donne che hanno cambiato il corso della storia a Napoli, è Maria Lorenza Longo. Nacque Maria Requenses in Spagna nel 1463 circa, è stata nobile spagnola naturalizzata italiana, fondatrice dell’ordine delle monache clarisse cappuccine, ma ancora più importante fondatrice dell’Ospedale degli Incurabili, il primo ospedale di Napoli, fatto costruire da una donna per le donne.

Di nobile famiglia catalana, Maria Requenses sposò nel 1483 Giovanni Longo, funzionario di Ferdinando II d’Aragona, e nel 1506 seguì il marito a Napoli: rimase vedova poco tempo dopo, nel 1509.

Vittima fin dalla giovinezza da una forma di artrite reumatoide, nel 1516 si recò in pellegrinaggio al santuario della Santa Casa di Loreto, sperando in una grazia, e così una volta guarita, fece voto di dedicare il resto della sua vita alla cura degli infermi ed entrò nel Terz’ordine secolare di San Francesco assumendo il nome di Maria Lorenza.

Tornata a Napoli, iniziò a prestare servizio all’ospedale di San Nicola, presso il Castel Novo, ma poi, viste le richieste dei sempre più numerose degli infermi, ebbe l’idea di fondarne uno nuovo. Ma soprattutto volle creare un posto dove le donne, sia sposate che non, che dovendo partorire, potessero sentirsi al sicuro. Infatti nell’ospedale si trovava il primo dipartimento di maternità, decorato con affreschi che ispirano calma e serenità. In un tempo in cui morire di parto era la norma, Maria Lorenza, intuì l’importanza di infondere sicurezza e calma in un momento così drammatico.

Così grazie anche al sostegno dei suoi potenti amici, fondò l’ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, presso porta San Gennaro, inaugurato il 23 marzo del 1522:  L’ospedale è ancora oggi funzionante nel centro storico di Napoli.  Nel 1750 circa sorse, all’interno dell’ospedale, la Farmacia degli Incurabili costruita con i materiali migliori e senza badare a spese in seguito ad un lascito di Antonio Magliocco giurista e governatore degli Incurabili. La farmacia ha un grande valore scientifico perché progettata quale esempio moderno di ricerca e formazione dello speziale. In realtà la realizzazione della Farmacia segna lo spartiacque tra la medicina illuministica e l’ospedale moderno, inteso come luogo di cura e non più semplice ospizio. Le medicine venivano fatte con erbe prese dal giardino dell’ospedale. Nel 1526 Maria Lorenza fece anche costruire  una casa per prostitute pentite accanto al complesso ospedaliero sotto la guida della duchessa di Termoli, Maria Ayerbo. La Longo fu rettora dell’ospedale per dieci anni.

Nel 1533,  maturò l’idea di abbandonare la direzione dell’ospedale per diventare una monaca di clausura: il 19 febbraio 1535, ottenne da papa Paolo III il consenso alla fondazione di un nuovo monastero sottoposto alla Regola di Santa Chiara del 1253. Fondò così in seguito il monastero di Santa Maria di Gerusalemme (detto “delle Trentatré”), dove si ritirò gravemente ammalata.  Maria Lorenza Longo, dopo un collasso, nel 1539 abbandonò la carica di abbadessa che ricopriva dalla fondazione, morì nel 1542.

La sua fama di santità è sempre stata viva nell’Ordine delle monache Clarisse Cappuccine, sorto proprio nel monastero delle Trentatré, e nella città di Napoli. Il processo di beatificazione vero e proprio è tuttavia cominciato solo nel XIX secolo. L’unico resto mortale di madre Maria Lorenza, il suo cranio, è conservato nella chiesa del monastero di Santa Maria di Gerusalemme.

simona caruso