L’anno scorso ci fu il caso “petaloso“, il termine coniato da un piccolo studente di una scuola di Copparo, in Emilia Romagna, e poi in qualche modo “avallato” dall’Accademia della Crusca; ma l’italiano, come altre lingue, è sempre in costante trasformazione, seguendo anche i fenomeni di costume, la cronaca e, negli ultimi anni, la tecnologia.

Nuovi termini per l’italiano. I più recenti neologismi approdati nel linguaggio quotidiano, infatti, derivano proprio dalla tecnologia e dal mondo del Web, una tendenza sempre più forte e inarrestabile, che racconta in qualche modo anche i nuovi orizzonti della società. Dai social ai giornali, termini come photoshoppare, friendzonare, googlare, postare o comprare su Groupon sono entrati a far parte del nuovo dizionario italiano, anche se non sempre si utilizzano in maniera corretta.

Un fenomeno antico. Iniziamo col dire che non si tratta di un fenomeno recente: da sempre le lingue si adeguano alle novità e al parlato comune, anche attraverso “prestiti” o calchi da altre lingue, che rappresentano la base degli scambi culturali. Lo stesso italiano ha fornito molte parole agli stranieri, derivanti da alcuni prodotti tipicamente “tricolore” come gli spaghetti, la pizza o, andando indietro nel tempo, la ballata o il minuetto.

La lingua della tecnologia. I neologismi di oggi, invece, derivano per lo più dall’inglese americanizzato e dalla tecnologia, come detto: è il caso di termini che fanno riferimento all’ambito informatico, come “essere in crash” (che significa essere bloccato in una situazione, mutuando il nome dato al classico blocco del funzionamento di un sistema di elaborazione elettronica) o andare in “loop” (ovvero ripetere le cose in maniera maniacale, dalla parola che identifica la reiterazione di sequenze di istruzione di un pc).

Le nuove parole. Altre parole entrate nella quotidianità sono downloadare (superfluo dire che significa scaricare da un sito Web), googlare (ovvero cercare informazioni su Google o più in generale su Internet) e postare (comunicare un proprio pensiero attraverso la bacheca dei social network). Anche il cinema e lo spettacolo stanno contribuendo molto, come nei casi degli spoiler (vale a dire, informazioni anticipate che rovinano la sorpresa della visione), e un’altra tendenza crescente è quella del commercio via Internet, altra fonte di neologismi. 

Tendenza commercio online. Oggi infatti siamo entrati nell’epoca dell’ecommerce e dello shopping online, che hanno creato e diffuso parole come “eshopper” et similia; ma nell’uso comune si sente più spesso anche fare riferimento a siti particolari, come Groupon, uno dei portali che ha portato alla massima espressione il risparmio e la convenienza degli acquisti tramite rivenditori “virtuali”. Basti pensare che anche uno dei tormentoni musicali degli ultimi anni, la canzone “Vorrei ma non posto” che è stata un grande successo di J Ax e Fedez, contiene un riferimento diretto a questa azienda, quando recita “sono un malato del risparmio per questo faccio un po’ di terapia di Groupon“.

La terapia di Groupon. In questa accezione, la “terapia di groupon” sta a significare cercare di fare acquisti in maniera economica, scegliendo prodotti convenienti e a prezzi ridotti, come da caratteristica di base del portale creato a Chicago. Sempre nell’ambito “marketing“, poi, anche la parola coupon ha avuto un’enorme diffusione, strettamente collegata a quella dell’ecommerce stesso: si tratta cioè della possibilità di ottenere una promozione ulteriore rispetto ai costi dei prodotti grazie a siti come piucodicisconto.com, che raccolgono appunto i codici sconti attivi sugli altri marketplace (per esempio, a questa pagina è possibile trovare le occasioni presenti per risparmiare su Groupon).

Il futuro della lingua. In definitiva, queste tendenze consentono di mantenere “viva” la lingua italiana: e anche se non mancano critiche alla capacità di espressione dei giovani, in realtà a ben vedere la capacità che hanno le nuove generazioni di utilizzare vari linguaggi e adeguarsi alle trasformazioni sociali e tecnologiche anche attraverso le parole rappresenta una grande forza. E sarà la base dell’italiano di domani.