Il documentario affronta argomenti di Architettura, Archeologia e Arte contemporanea. Vuole rivisitare gli aspetti culturali ed operativi che, a fronte di risultati di rilevante interesse, hanno portato a conoscenza, per i non addetti ai lavori, tematiche e luoghi, al fine anche di incrementare il turismo con la rivalutazione del territorio del Sannio Beneventano.

Il 6 gennaio 2019 alle ore 10:30, al Cinema Modernissimo di Telese Terme verrà proiettato in esclusiva il documentario “Vallone…Fiori del Cielo“, una Produzione Mangimi Liverini S.p.A. per la regia di Annamaria De Pasquale e Vincenzo Vallone, per la direzione della fotografia di Dario De Corso, con il patrocinio di Confindustria Benevento, il Comune di Telese Terme, Fondazione Gerardino Romano e l’IIS Carafa-Giustiniani.

La parola chiave di Vincenzo Vallone è contenuta nel passato ed esperibile non solo come eredità ma come metodo a cui riferirsi per comprendere il presente e delineare il futuro. Sperimentazione che dall’antico ci porta alla contemporaneità senza la quale non c’è futuro. Dal passato attraverso le opere culturali noi abbiamo un futuro.

Queste le parole dell’arch. Vincenzo Vallone, autore delle opere e dei restauri dei beni culturali in “Vallone…Fiori dal Cielo”:
“Ho sempre creduto di lavorare con la contemporaneità all’interno dell’antico, mi è piaciuta la sperimentazione dall’antico al contemporaneo per il semplice fatto che senza il passato noi siamo nessuno, invece recuperando questi valori antichi attraverso le testimonianze dei beni culturali noi abbiamo un futuro”.

“Vallone – Fiori dal cielo”

Il documentario, sui beni culturali, ripercorre le opere realizzate dall’Arch. Vincenzo Vallone in un viaggio che parte dalle lamiere “fiorite” dell’artista al Parco Geopaleontologico di Pietraroja dove è stato ritrovato, dopo 113 milioni di anni, il fossile del dinosauro Scipionyx Samniticus, detto Ciro. Si prosegue lungo il fiume Titerno con i restaurati ponti di Annibale (214 a.C.) e Fabio Massimo (216 a.C.); un breve salto a Gioia Sannitica per il Monumento dedicato “alla violenza sulle donne”, per poi proseguire all’Abbazia benedettina del S.S. Salvatore di San Salvatore Telesino. La parte finale è interamente dedicata a Telese Terme con il “Monumento ai caduti”, il “Campanile” della Chiesa parrocchiale con la parte interna dell’abside, la “Torre normanna”, torre di avvistamento longobardo per poi diventare il campanile normanno e Il GIAT “Giardino archeologico telesino”.