Da Largo del Mercatello all’attuale Piazza Dante: la storia di Napoli passa da qui

Lo spazio oggi chiamato piazza Dante ha subìto nel corso dei secoli un cambiamento di almeno tre denominazioni: originariamente, nel periodo Vicereale, era detto Largo del Mercatello in quanto si teneva in questo luogo un secondo grande mercato cittadino. Nel 1757 Carlo di Borbone affidò all’architetto Luigi Vanvitelli la trasformazione del largo in piazza, con lo scopo di creare un Foro poi denominato Carolino con al centro una statua equestre del sovrano e la realizzazione di un vasto emiciclo, che racchiudeva lo spazio su tre lati. Sull’alto della struttura vennero collocate ventisei statue raffiguranti le Virtù di Carlo di Borbone (di cui quattro a opera di Giuseppe Sanmartino, lo stesso del Cristo Velato) mentre il grande monumento in onore del Re, doveva essere alloggiato al centro dell’emiciclo – dove oggi si vede una nicchia enorme e dove poi successivamente fu aperto il cancello per accedere al Convitto V. Emanuele. Nel frattempo che venisse realizzata la statua definitiva in bronzo, fu posta provvisoriamente una copia in gesso la quale fu poi distrutta durante i moti della Repubblica Napoletana del 1799. In quel periodo al suo posto venne istallato un albero simbolo della libertà giacobina, mentre nel decennio francese fu invece collocata la statua di Napoleone I, voluta dalla sorella Carolina, al tempo Regina di Napoli, che poi, con il ritorno dei Sovrani legittimi, fu rimossa. Dopo l’unità d’Italia la piazza fu dedicata a Dante, e ancora oggi la statua del poeta ne ricorda la denominazione.
Jerry Sarnelli

Piazza Dante  Piazza_Dante

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