Gli hard disk esterni che possediamo possono essere trasformati in cloud tramite un semplice collegamento a un router grazie all’innovazione portata da Cubbit, una startup del settore dell’Internet of Things. Grazie a questa novità, è possibile connettere le memorie senza limiti, secondo un approccio che gli esperti del settore hanno già definito “all you can cloud”, per di più al prezzo più basso che si possa trovare sul mercato.

Come funziona Cubbit

Ciò che stupisce di Cubbit è che la logica tradizionale subisce un vero e proprio ribaltamento: di solito più si usufruisce di un servizio e più il suo costo aumenta, mentre in questo caso avviene esattamente il contrario. Più memoria viene aggiunta al cloud, infatti, e più si abbassa il prezzo del servizio, fino ad appena 99 centesimi al mese. La storia della startup è decisamente recente, visto che la fondazione risale al mese di luglio del 2016, dopo che il progetto è stato studiato e sviluppato per alcuni mesi. Alessandro Cillario, Lorenzo Posani, Stefano Onofri e Marco Moschettini sono i soci fondatori che hanno ideato la soluzione. Una volta che tutti hanno terminato il proprio percorso di studi, con la laurea ottenuta a marzo del 2016, il progetto ha preso il via, con un investimento iniziale finalizzato a ottenere le consulenze di una decina di collaboratori esterni. La fase esplorativa è durata, invece, circa una quindicina di settimane.

Come è nata Cubbit

Il team dei quattro fondatori è decisamente eterogeneo, e forse questa è una delle chiavi del successo. Tra i punti di forza che fanno sì che Cubbit possa essere considerata una startup scalabile c’è, senza dubbio, l’approccio con la quale è stata concepita: essa, infatti, è nata per risultare globale. Come detto, una caratteristica peculiare del servizio è la convenienza economica del cloud offerto, ma ciò ovviamente non va a scapito dell’efficienza e della velocità, condizioni che risultano decisive in un mercato che sta conoscendo una crescita quasi vertiginosa. Nel 2016 gli utenti che utilizzavano il cloud erano 1 miliardo e 400 milioni, mentre oggi – ad appena due anni di distanza – si è già arrivati a 2 miliardi. Nel momento in cui i quattro fondatori hanno scelto di cominciare a sviluppare la startup, non si è persa l’opportunità di controllare i bandi dedicati: è così che nel 2016 sono stati premiati a .itCup, un trampolino di lancio che gli ha concesso di avere una buona visibilità. La partecipazione a diversi bandi e kermesse ha rappresentato un percorso quasi obbligato oltre che per finanziare la startup, anche per far conoscere il suo life motive. Il potenziale di Cubbit, in effetti, è considerevole: si tratta di una startup in senso stretto perché, come i quattro ideatori hanno dichiarato, il successo non è un’esperienza che si possa trasmettere.

Perché Cubbit?

Ciò che differenzia Cubbit rispetto a molte altre startup è la filosofia che è stata adottata dai suoi creatori: cambiare e rivoluzionare il mondo in un batter d’occhio non si può, a differenza di ciò che credono molti altri startupper, ma è necessaria una lenta evoluzione. Lo studio della fattibilità del progetto si è reso possibile grazie a un auto-finanziamento iniziale di 15mila euro che ha consentito di portare a termine la fase esplorativa iniziale. Il servizio all you can cloud è il modello di business che offre le fondamenta del servizio. In concreto, Cubbit non è altro che un device fisico che è in grado, attraverso la connessione a un router, di trasformare qualsiasi hd esterno che venga collegato dall’utente in uno spazio cloud vero e proprio.

La novità di Cubbit

A rendere tanto attraente Cubbit è la fee mensile, che è la più bassa tra quelle sul mercato: come si è detto, maggiore è la quantità di spazio cloud che viene utilizzata e meno si paga. Per 1 tera, per esempio, il costo è di 2 euro e 49 centesimi al mese, ma chi usa più di 2.5 tera paga appena 99 centesimi.