Mercoledì 3 ottobre presso l’Ospedale Cotugno erano stati registrati due casi di Colera. Il vibrione è stato isolato nelle feci di un piccolo paziente di 2 anni, trasferito dal Santobono, e sulla mamma, rientrati recentemente da un viaggio in Bangladesh e residenti a Sant’Arpino, in provincia di Caserta. I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria.

Sono stati dimessi invece giovedì 11 mattina i pazienti ricoverati al Cotugno lo scorso 3 ottobre con una infezione da Vibrio Cholerae. Così come da procedura, in questi casi, si procede alle dimissioni solo dopo aver verificato la negatività degli esami microbiologici, compresa la ricerca molecolare del patogeno. Si ribadisce che tale infezione non è stata di natura autoctona, bensì importata da un paese estero e che, pertanto, non sussiste alcun rischio per la popolazione di ulteriori contagi collegati a questi pazienti, visto che sono già trascorsi gli eventuali tempi di incubazione”, lo ha dichiarato Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi – Cotugno – CTO).

Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea profusa causata dall’infezione dell’intestino e, spesso, è asintomatica o paucisintomatica. La trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. L’incubazione varia da 1 a 5 giorni e la malattia si manifesta con diarrea improvvisa e forte vomito che portano a una rapida disidratazione.