Il 15 e 16 gennaio, si è dato il via a Napoli, al progetto di cooperazione artistica internazionale, Cities on the Edge, ideato dal Goethe-Institut di Napoli e di Marsiglia, che coinvolge dieci realtà operanti nell’ambito del teatro, della
danza e della musica che svolgono le loro attività in aree definite marginali o di disagio, diffuse tra Italia, Francia e Germania, tra cui il Nuovo Teatro Sanità di Napoli, La Friche la Belle de Mai, uno spazio urbano di inclusione
sociale e artistica, nato nel 1992 da una ex manifattura di tabacchi, in cui è possibile lo scambio di idee e di conoscenze in qualsiasi ambito, attraverso qualsiasi espressione artistica e tra tutte le generazioni; e pottfiction,
progetto teatrale per giovani della regione della Ruhr, costituito da sei teatri stabili e indipendenti (Consol Theater Gelsenkirchen, Helios Theater Hamm, Kinder und Jugendtheater Dortmund, Junges Schauspielhaus
Bochum, Theaterhagen, Theater-kohlenpott Herne).
Sono circa 80 i giovani coinvolti, 20 i formatori italiani, francesi e tedeschi, che porteranno avanti il progetto in 6 diversi spazi artistici d’Europa.
Scopo dell’iniziativa è quello di creare una rete di contatti tra artisti a livello europeo e di offrire esperienze che qualifichino il lavoro dei giovani afferenti alle diverse realtà coinvolte. Un’occasione unica di formazione e di scambio creativo e multidisciplinare, che darà agli artisti la possibilità di viaggiare tra Italia, Francia e Germania, visitando ed entrando in contatto
con le diverse realtà culturali che cooperano all’iniziativa. A questo proposito, Joachim Umlauf, direttore del Goethe-Institut di Marsiglia e Lione spiega: «Cities on the Edge è un progetto interessante perché permette
di seguire nuove strade nella promozione culturale, in un contesto europeo più ampio. L’attenzione alle esigenze dei partner locali, la creazione di produzioni di alto livello artistico, l’impegno sociale, il fare rete tra istituzioni ed enti europei, la formazione e la creazione di conoscenze specifiche, sono gli elementi principali di questo ambizioso progetto, che si
svolge tra Marsiglia, Napoli, la regione della Ruhr e Bruxelles, che ha ricevuto dei fondi speciali che il Goethe-Institut destina unicamente a progetti culturali di eccellenza».
Cities on the Edge sperimenta così un nuovo modello di produzione culturale, in un contesto più esteso, essendo pensato per ben quattro città d’Europa e come un progetto di formazione permanente: accanto ai laboratori di musica, teatro e danza, il Goethe-Institut offre inoltre ai partner di Cities on the Edge la possibilità di seguire una serie di conferenze e
seminari sul tema del lavoro culturale, dedicate in maniera specifica alla ricerca di sponsor e contatti internazionali e ai bandi di concorso europei. A proposito della genesi del progetto, la direttrice del Goethe-Institut di
Napoli, Maria Carmen Morese, racconta: «Quando il Goethe-Institut di Bruxelles, da cui dipendiamo amministrativamente, mi chiamò due anni fa, con i colleghi di Marsiglia, per ideare il progetto Cities on the Edge e
partecipare a un importante bando di concorso per progetti culturali d’eccellenza, non ero certa che saremmo riusciti ad ottenere i fondi. Il progetto è complesso, perché coniuga la formazione dei ragazzi con quella dei formatori, l’attività di networking e i viaggi nei tre paesi. La meraviglia è stata grandissima, quando Napoli e Marsiglia sono risultate vincitrici del
bando. È nato così Cities on the Edge. Sin dal primo momento ho voluto al mio fianco Mario Gelardi e il Nuovo Teatro Sanità, una realtà del territorio napoletano che ritengo svolga un lavoro d’eccellenza, non solo per il
quartiere Sanità, ma per la città di Napoli. In seguito abbiamo deciso di coinvolgere anche l’Associazione Alessandro Scarlatti e la cooperativa sociale Dedalus, realtà diverse, ma che hanno tutte un grande impatto sul territorio».


La conferenza stampa si svolge al termine di due giorni di incontri tra i partner italiani (Nuovo Teatro Sanità, la Cooperativa Sociale Dedalus con Officine Gomitoli e l’Associazione musicale Alessandro Scarlatti), francesi
(Centro culturale-sociale Friche la Belle de Mai e il Festival de Marseille) e tedeschi (pottfiction, circuito composto da cinque teatri giovanili collocati nella regione della Ruhr), ospitati proprio dal Nuovo Teatro Sanità di Mario Gelardi.
Quella del 15 e 16 gennaio è la prima tappa del progetto, che proseguirà a giugno 2018 con un nuovo incontro a Marsiglia, dove, nell’ambito del famoso Festival de Marseille, debutterà la produzione dei partner francesi.
La terza tappa di Cities on the Edge si svolgerà a Herne, nella seconda metà del mese di agosto, quando debutteranno i partner tedeschi e la produzione trinazionale, curata da Mario Gelardi, che mette in scena un testo di Philippe
Löhle. Il progetto di cooperazione artistica internazionale ritorna in Italia nell’autunno prossimo, per il debutto napoletano della produzione trinazionale.
Nell’ottica del confronto e della collaborazione tra diversi enti, ha preso parte alla due giorni di lavoro, presentando un suo intervento, anche Nadia Baldi, consulente alla direzione artistica del Napoli Teatro Festival Italia e
di Quartieri di vita, quest’ultimo è un progetto della Fondazione Campania dei Festival, che investe proprio in attività culturali che si svolgono nelle aree a rischio diffuse su tutto il territorio della regione Campania.
Nel corso della conferenza stampa sono state presentate le linee artistiche dei tre spettacoli, che andranno in scena nella seconda parte del 2018 a Marsiglia, a Herne (nella Ruhr) e a Napoli. Il gruppo francese afferente al circuito de La Friche la Belle de Mai condurrà una ricerca artistica sul tema del lavoro: ogni mese circa 20 giovani seguiranno un workshop di danza nei
luoghi della Friche, condotti dall’artista belga Ben Fury, coreografo con un’esperienza di lungo corso nell’ambito della breakdance coniugata alla danza contemporanea. I giovani artisti di Marsiglia avranno inoltre la possibilità di partecipare a un workshop sull’utilizzo del video nelle arti della scena con la regista Antje Ehmann e di dedicarsi alla musica con la dj
tedesca di origini turche Ipek Ipekcioglu. Tutte le esperienze e suggestioni dei workshop confluiranno nella produzione che debutterà a giugno prossimo nell’ambito del Festival de Marseille.


I 25 giovani che partecipano al progetto Cities on the Edge tra Bochum e Herne, sotto la guida del regista Manuel Moser, immagineranno scene, testi e pantomime sul tema “Utopie – Distopie”, e in base alle sollecitazioni degli
aspiranti attori, Moser realizzerà il testo dello spettacolo. La supervisione e la drammaturgia sono a cura di Frank Hörner (Teatro Kohlenpott, Herne).
La particolarità di questo lavoro è data dalla grandissima eterogeneità del gruppo di Bochum/Herne, di cui fanno parte ragazzi sia tedeschi che stranieri, provenienti da culture diverse. Si parla non solo tedesco, ma anche
inglese, curdo, turco, farsi e arabo. Per questo si è deciso di lavorare innanzitutto sul tema della lingua. La lingua come identità, che si fa linguaggio dell’incontro grazie al corpo.
Prosegue la collaborazione tra Philipp Löhle, drammaturgo tedesco associato del Teatro Maxim Gorki di Berlino, e il Nuovo Teatro Sanità. Dopo la messinscena del testo Noi non siamo barbari! (Wir sind keine Barbaren!), spettacolo scritto dallo stesso Löhle e diretto da Mario Gelardi, nato dalla sinergia tra il collettivo ntS’ e il Goethe Institut di Napoli, si rinnova il confronto artistico tra Napoli e la Germania.
Philipp Löhle, nell’ambito di Cities on the Edge, realizza un nuovo testo appositamente per il Nuovo Teatro Sanità, una drammaturgia che avrà al centro i temi del lavoro e dell’utopia. Il testo del drammaturgo tedesco è frutto di numerose visite nella città di Napoli e di interviste fatte ai giovani attori del Nuovo Teatro Sanità, grazie alle quali l’occhio dell’artista ha
catturato l’immagine di una città caratterizzata da problematiche e complessità diametralmente opposte a quelle dell’area tedesca.
La composizione multiculturale e interdisciplinare dell’iniziativa pensata sia per giovani artisti che per i partner locali , che mette insieme diversi enti e realtà artistiche anche lontane geograficamente, ma affini culturalmente e
negli intenti, vuole realizzare un progetto unico e affascinante e scrivere un nuovo pezzo di storia dei rapporti culturali tra Italia, Francia e Germania, necessario nell’ottica di una futura società sempre più europeizzata, in cui si
troveranno ad agire e a confrontarsi i giovani di oggi.