Caravaggio completo: periodo napoletano – Il Martirio di Sant’Orsola 

Adesso presso le Gallerie della Banca Intesa, al primo piano di Palazzo Zevallos,  a Napoli, il Martirio di sant’Orsola, ultima opera di Caravaggio, dipinto appena prima della sua tragica morte a Porto Ercole [Toscana], ha una storia travagliata. Il quadro, commissionato nel 1610 dal figlio del doge di Genova, Marcantonio Doria, che lo lasciò a suo figlio Nicolò, principe di Angri e duca di Eboli, sembrò scomparire nel corso del 18 ° secolo, ma improvvisamente riapparve nel 1814, erroneamente attribuito a Mattia Preti, nell’eredità di Giovanni Maria Doria. Nel 1854, riapparve  a Napoli nel Palazzo Doria d’Angri, prima di essere trasferito nella tenuta di campagna della famiglia a Eboli (90 km a sud di Napoli). Dopo il la seconda guerra mondiale, la villa e la pittura furono  venduti al Barone Romano Avezzano. Il dipinto, che fu gravemente danneggiato e di provenienza incerta, fu venduto poi alla Banca Commerciale nel 1972 per la modica cifra di 8 milioni di lire (circa 4.000 €). Nel frattempo, le prove inconfutabili (lettere, testamenti ecc) sono stati utilizzati per convalidare la tesi del professor Bologna, che dal 1954 era stato in lotta per il riconoscimento del Caravagio come l’autore dell’opera. Caravaggio aveva, del resto, incluso il suo autoritratto, senza cicatrici, nelle vesti di un soldato in piedi dietro la santa. Nel 2004, il dipinto è stato accuratamente restaurato e ha finalmente ripreso il suo splendore originale. Aveva subito un numero di incidenti nella sua vita.

Orsola

Caravaggio, aveva fretta di lasciare la città – perché era stato gravemente picchiato da sicari assoldati dalla famiglia di un uomo che aveva ucciso in un duello a Roma – consegnò cosi’ la tela senza attendere la vernice si fosse asciugata completamente. Al fine di accelerare il suo trasferimento a Genova, gli agenti del principe Doria a Napoli la lasciarono fuori al sole ad asciugare, pensando di stare facendo la cosa giusta, però, la vernice si ammorbidi’ ulteriormente ed a Caravaggio fu chiesto di riparare il danno, poiché la condizione della vernice rimanente era ancora insoddisfacente, fu sottoposto a molto “bricolage” che in parte ha portato a false attribuzioni.

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Il Martirio di Sant’Orsola è uno dei tre dipinti di Caravaggio che si trovano a Napoli – gli altri sono La Flagellazione di Cristo nel Museo di Capodimonte e le Sette opere di misericordia nella chiesa del Pio Monte della Misericordia -, anche se l’artista ha completato decine di opere durante i due periodi che ha trascorso in città (1606-16007 e 1609-1610). Due di loro sono caduti nel dimenticatoio (un dipinto per un altare che si pensa sia stato commissionato dal mercante croato, Nicola Radulovic, e Giuditta  che decapita Oloferne); altri tre in una cappella della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi sono stati distrutti durante il terremoto del 1805.

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La Negazione di San Pietro fu contrabbandato fuori e venduto al Metropolitan Museum di New York, mentre altri sono sparsi in tutta Europa. Così la prossima volta che siete a Napoli, fatevi un favore enorme e visitate la galleria del Palazzo Zevallos Stigliano – non è solo una magnifica galleria, ma vedrete un lavoro meraviglioso di Caravaggio – e francamente, cosa si può voler di più!!

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 The complete Caravaggio: the Neapolitan period –  The Martyrdom of St Ursula

Now displayed in the gallery of the Intesa Bank on the first floor of Palazzo Zevallos, Naples, The Martyrdom of Saint Ursula, the last work by Caravaggio painted just before his tragic death at Porto Ercole [Tuscany], has a troubled history. The picture, commissioned in 1610 by the son of the Doge of Genoa, Marcantonio Doria, who left it to his son Nicolò, Prince of Angri and Duke of Eboli, seemed to disappear during the 18th century. It abruptly reappeared in 1814, wrongly attributed to Mattia Preti, in the legacy of Giovanni Maria Doria. In 1854, it turned up at Naples in the Palazzo Doria d’Angri before being moved to the family’s country estate at Eboli (90km south of Naples). After the WW11, the villa and painting were sold to Baron Romano Avezzano. The painting, which was badly damaged by this time and with uncertain provenance, was sold to the Banca Commerciale in 1972 for the modest sum of 8 million lire (around €4000). Meanwhile, irrefutable evidence (letters, wills etc) were used to validate the thesis of Professor Bologna, who since 1954 had been fighting for the recognition of Carravagio as the author of the work. Carravaggio had, moreover, included his self-portrait, without any scars, in the guise of a soldier standing just behind the saint. In 2004, the painting was painstakingly restored and finally recaptured in its original radiance. It had suffered a number of accidents in its lifetime. Caravaggio, in a hurry to leave the city – because he had been badly beaten up by thugs from the family of a man he had killed in a duel at Rome – delivered the canvas without waiting for the varnish to dry completely. In order to expedite its transfer to Genoa, Prince Doria’s agents in Naples left it out in the sun to dry, thinking they were doing the right thing, However, the varnish softened further and Caravaggio was asked to repair the damage. As the condition of the remaining paint was still unsatisfactory, it was subjected to much “tinkering” that partly led to false attributions. The Martyrdom of Saint Ursula is one of three Caravaggio paintings to be found in Naples – the other are The Flagellation of Christ in Capodimonte Museum and The Seven Acts of Mercy in the church of Pio Monte della Misericordia – although the artist completed dozens of works during the two periods he spent in the city (1606-16007 and 1609-1610). Two of them have fallen into oblivion (an altarpiece said to have been commissioned by Croatian merchant Nicholas Radulovic and Judith Beheading Holofernes); another three in a chapel of the church of Sant’Anna dei Lombardi were destroyed during the earthquake of 1805. The Denial of Saint Peter was smuggled out and sold to New York’s Metropolitan Museum of Art, while others are scattered throughout Europe. So the next time you are in Naples, do yourself a really huge favour and visit Palazzo Zevallos Stigliano Gallery – it is not only a truly magnificent Gallery, but you will see a wonderful work by Caravaggio – and quite frankly, what more could your want!!  

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medmeanderings.com

Adapted from Secret Naples by Valerio Grimaldi & Maria Franchini, published by JonGlez – 

traduzione Simona Caruso