La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno, la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di “Cabaret Yiddish” spettacolo da camera da cui è poi derivato il più celebre Oylem Goylem.

Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica.

Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.

Gli umili che hanno creato tutto ciò prima di poter diventare uomini liberi, sono stati depredati della loro cultura e trasformati in consumatori inebetiti ma sono comunque riusciti a lasciarci una chance postuma, una musica che si genera laddove la distanza fra cielo e terra ha la consistenza di una sottile membrana imenea che vibrando, magari solo per il tempo di una canzonetta, suggerisce, anche se è andata male, che forse siamo stati messi qui per qualcos’altro».

Cabaret Yiddish di e con Moni  Ovadia

violino Maurizio Deho’, clarinetto Paolo Rocca, fisarmonica Albert Florian Mihai, contrabbasso Luca Garlaschelli, suono Mauro Pagiaro

Nell’ambito della 21esima edizione del Festival di teatro e musica Scenari pagani”

Tema: Terzo tempo, Casa Babylon presenta

Moni Ovadia in

CABARET YIDDISH

Giovedì 22 febbraio 2018 ore 21,00

Teatro Sant’Alfonso Maria de’ Liguori – Pagani (SA)

segreteria e botteghino Casa Babylon telefono/Fax 081 5152931

Alle 20.30 l’appuntamento introduttivo della serata è con l’AperiSpettacolo Tarallucci e Vino, curato da Ritratti di Territorio della giornalista Nunzia Gargano. Giovedì 22 febbraio il foyer del Sant’Alfonso diventa sfolgorante vetrina delle eccellenze enogastronomiche campane.