ANTICHI MESTIERI DI NAPOLI: ‘O CASTAGNARO
È un mestiere che si collega direttamente, da Nord a Sud, a uno dei prodotti tipici delle nostre terre.
La consuetudine di vendere le castagne abbrustolite per le strade, risale molto indietro nel tempo.
Quella del Castagnaro non è una figura tipica solo napoletana, ma è possibile incontrarla in quasi tutte le città d’ Italia e d’Europa dove, a seconda delle tradizioni locali, le castagne vengono preparate bollite, abbrustolite, schiacciate a formare una farina che serve per dolci e pane , a volte con l’aggiunta di gocce di cioccolato nell’impasto.

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Questo frutto e’ stato alla base dell’alimentazione in certe zone, soprattutto di montagna , per il suo apporto calorico e il suo costo quasi inesistente, se si pensa che, dopo il giorno dei morti , la raccolta delle castagne cadute a terra era libera e gratuita.
In una rubrica del sito “Tony’s space”, dedicata agli antichi mestieri napoletani, quello del venditore di caldarroste viene definito come un vecchio mestiere sopravvissuto anche se “oggi sono pochi che utilizzano ancora il ” Coppettiello”, fatto di carta di giornale per consegnare le bollenti castagne “.
Questo personaggio, che vendeva le castagne arrostite avvolte in fogli di giornale arrotolati a forma di imbuto, nelle fredde e tristi giornate invernali, in cui il buio sopraggiungeva presto, comunicava ai passanti un po’ di calore e allegria : il fuoco acceso e il profumo delle castagne mentre abbrustolivano erano sinonimo di “Buon Umore”.

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Nello stesso articolo si legge che ‘o castagnaro , di mattina , vendeva anche le “castagne allesse”, cioè sbucciate e cotte in acqua aromatizzata con alloro e sale , insieme alle “palluottele” , le castagne cotte con la buccia , su cui veniva praticato un taglio per evitare che scoppiassero .
Presente in tutte le manifestazioni popolari e le Sagre paesane , ‘o castagnaro, in genere vendeva caldarroste in inverno e noccioline in estate ed era un personaggio molto gradito alla gente soprattutto nella stagione fredda quando le castagne che bollivano o che abbrustolivano comunicavano un senso di piacevole tepore.

Fernanda Zuppini