Il museo d’arte contemporanea della Regione Campania è stato invaso da bambini e da ragazzi provenienti da tutti i quartieri di Napoli per festeggiare il nuovo progetto della Fondazione Donnaregina a loro dedicato, realizzato in collaborazione con GRIDAS – Gruppo Risveglio dal Sonno e con la collaborazione della giornalista Désirée Klain. Assieme gli operatori delle associazioni SkartAbelliamo, BandaBaleno, Dedalus, Centro Insieme, La Casa dei Cristallini, e con l’artista muralista RARO, i bambini hanno visitato la mostra Felice@Madre, con la quale per la prima volta le opere di Felice Pignataro sono state esposte in un museo, e partecipato ai laboratori a loro dedicati, animando il Cortile delle Sculture con i tamburi della Murga. La mattinata si è conclusa con un pranzo in cortile, con le pizze di Ciro Oliva – Concettina ai 3 Santi e i dolci della pasticceria Sirica.

Con Felice@Madre e Amos’ World (Episode 3) di Cécile B. Evans il museo d’arte contemporanea della Regione Campania si affida ai bambini e alla loro energia creativa per dar vita ad una factory estiva che inaugura la nuova piattaforma di attività educative e un inedito network di progetti di inclusione sociale.

La factory estiva che sarà ospitata negli spazi del Madre · museo d’arte contemporanea Donnaregina comprende, nel nome e nel ricordo di Felice Pignataro, storico pioniere del riscatto sociale degli emarginati,il progetto Felice@Madre, realizzato dalla Fondazione Donnaregina in collaborazione con GRIDAS – Gruppo Risveglio dal Sonno – di Scampia: una “festa” e un programma di attività didattiche, formative e ricreative interamente gratuite con cui il museo apre le porte ai bambini di tutta la comunità e presenta un nuovo percorso che li rende protagonisti di un’azione performativa originale. Con Felice@Madresaranno proposti tre laboratori rivolti a ragazzi dai 7 ai 17 anni, interamente gratuiti, realizzati in collaborazione con le associazioni SkartAbelliamo BandaBaleno e con l’artista muralista RARO. Le attività saranno incentrate sulle tecniche che caratterizzano dal 1981 l’azione di GRIDAS, come i murales e i mosaici, il riciclo creativo, la lavorazione dell’argilla, i costumi e la Murga, forma di arte di strada tipica del carnevale di Buenos Aires che da anni è stata adottata dalla storica manifestazione del Corteo di Carnevale di Scampia, giunta quest’anno alla 36esima edizione.

Nel primo capitolo di Madre per il Sociale si terrà anche, fra le Vele di Scampiae le sale del museo d’arte contemporanea della Regione Campania, l’incontro fra i bambini e l’artista statunitense Cécile B. Evans, autrice di Amos’ World (Episode 3), organizzato in collaborazione con l’Associazione Centro Insieme Onlus di Scampia e con il sostegno di Nicoletta Fiorucci, fondatrice di Fiorucci Art Trust, che fa tappa a Napoli per riflettere – insieme agli abitanti più giovani dei nostri quartieri – sul significato di “sentirsi a casa”, oggi, ovunque, con lo sguardo di un bambino.

Il progetto originale di Cécile B. Evans, che si terrà giovedì 12 luglio al Madre, fa parte del percorso di ricerca condotto dall’artista per la realizzazione della trilogia Amos’ World, giungendo con la tappa campana al terzo episodio.

Nell’ambito degli studi condotti per la realizzazione diAmos’ World, un gruppo di circa 15 bambini, tra i 9 e gli 11 anni saranno invitati a vivere il museo in un modo nuovo, sperimentale e interattivo, per lavorare sul concetto e l’esperienza individuale di “casa”. I bambini che parteciperanno al laboratorio provengono da alcune delle famiglie che dovranno trasferirsi dalle Vele di Scampia ai nuovi edifici costruiti per accoglierle in vista della pianificata distruzione di 3 delle 4 Vele. Questi complessi architettonici furono progettati e realizzati fra il 1962 e il 1975 come vere e proprie “città all’interno di edifici”, dei network in cui gli individui coesistessero e fossero interconnessi dalle infrastrutture costruite a scopo sociale nei singoli immobili. Interessata al fallimento di queste costruzioni e a come esse abbiano finito per penalizzare i propri abitanti, l’artista ha selezionato bambini non ancora influenzati dalle politiche urbane, capaci di esprimere percezioni proprie sul concetto di “casa”e ideare soluzioni diverse dalla semplice demolizione. Il lavoro dell’artista non si focalizza quindi sulle Vele in quanto edifici, o sul loro destino, ma in quanto allegorie delle possibili relazioni all’interno della società contemporanea, analizzandone le complesse dinamiche di potere che ne derivano e il loro impatto emotivo sugli individui.

Museo Madre 

via Settembrini 79, 80139 Napoli

+39 081 19737254